Don Paolo De Grandi, Parroco e Calciatore, muore durante una partita a soli 46 anni

Un passato da calciatore (ex promessa del Hellas Verona mai mantenuta a causa di un brutto incidente stradale) ed allenatore ed un presente da ministro del signore fatto di passione, culto e dedizione al prossimo. Queste poche righe riassumono brevemente la vita di Don Paolo De Grandi, parroco della comunità della parrocchia di Campoluci e cappellano della Polizia di Stato, deceduto ieri mentre giocava una partitella a calcio con i giovanissimi della parrocchia: alle 20:20 circa, durante la partita, il sacerdote si accascia improvvisamente colpito da un arresto cardiaco, i presenti chiamano subito i soccorsi e si apprestano ad effettuare il massaggio cardiaco, ma tutto è stato inutile.

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Don Paolo de Grandi era nato a Verona il 6 giugno del 1970, sin da piccolo aveva dimostrato un talento eccezionale che lo aveva fatto notare dal settore giovanile del Verona, per lui si prospettava un futuro illustre nel mondo del calcio ma un incidente stradale gli aveva impedito di realizzarlo. Il suo eterno amore per il calcio lo aveva portato ad intraprendere la carriera da allenatore, ma qualcosa non lo soddisfaceva e dopo un viaggio a Lourdes aveva compreso che la sua strada era un altra e senza bisogno di rifletterci sopra aveva deciso di prendere i voti.

Presi i voti nel 2005, Don Paolo ha abbandonato la sua città natia per svolgere il proprio compito di sacerdote ad Arezzo, la sua opera di bene era apprezzatissima dalla collettività che in breve tempo lo aveva imparato ad amarlo e rispettarlo. Ogni anno organizzava iniziative benefiche per i bisognosi grazie alle quali mandava aiuti ai giovani palestinesi (50 giovani palestinesi venivano ospitati ogni anno dalla sua parrocchia). Inoltre d’estate gli piaceva organizzare dei tornei estivi di calcio per i giovani di Arezzo, questo gli permetteva di unire la sua passione per il prossimo a quella mai abbandonata per il calcio. Proprio il suo amore sconfinato per il calcio, però, gli ha fatto venire il malore che ne ha causato la prematura dipartita.

Il ricordo e l’affetto per un uomo capace di fare tanto bene verranno espressi per un ultima volta al suo funerale che si terrà domani alle 17 nella pineta dove il parroco amava dare aiuto ai suoi parrocchiani ed ai giovani bisognosi.