Don Gabriel stava scontando una pena carceraria quando ha incontrato Dio ed ha sentito la vocazione che lo ha condotto alla vita sacerdotale.
Don Gabriel, alla nascita Gabirel Everardo Zul Mejía, è stato ordinato sacerdote lo scorso 28 luglio da monsignor Rogelio Cabrera López. Si è trattato di un momento solenne, sia perché parliamo di un’ordinazione sacerdotale, sia perché ha rappresentato il culmine di un processo di cambiamento radicale ed infine perché si è svolto all’interno delle mura del carcere di Apodaca, luogo noto per le condizioni di vita difficili dei detenuti. Il motivo di una scelta così singolare da parte del neo sacerdote è legato al suo trascorso, Don Gabriel è infatti cresciuto in un contesto duro in cui i dissidi con la famiglia l’hanno condotto ad entrare a far parte di una gang criminale (quelli che in Messico chiamano “Pandilleros”). Per anni ha vissuto ai margini della legalità ed alla fine è stato arrestato e incriminato. Il ragazzo ha scontato il periodo di detenzione nel carcere di ‘Topo Chico‘ ed è proprio dietro le sbarre che si è liberato dalla prigione nella quale era finito sin da giovanissimo.
Adesso don Gabriel si definisce un “Convertito” e la sua conversione è iniziata proprio il giorno in cui è arrivato in carcere: “Fu proprio lì che è iniziato il mio dialogo con Dio, che iniziai a pregarlo: ‘Non ti conosco, però so che non mi lascerai qui dentro!'”, ha raccontato il giovane sacerdote all’agenzia Sir. Ad avvicinarlo a Dio, spiega ancora don Gabriel, sono stati gli altri detenuti, i quali gli hanno spiegato come riconoscere l’opera del Signore nella vita di tutti i giorni: “I fratelli detenuti che ho conosciuto e si sono presi cura di me, mi hanno dato dei consigli… Soprattutto sono stati proprio loro inizialmente a insegnarmi quelle che ora riconosco come opere di misericordia, e attraverso di loro ho scoperto l’amore di Dio”.
Luca Scapatello
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