Don bosco e i sogni profetici

 

Si conoscono molti particolari della vita di Don Bosco, alcuni però sono celati da un alone di mistero e non trovano una spiegazione se non nella grande fede in Dio. Come molti dei Santi che si sono avvicendati nel corso della storia, anche Don Bosco era veicolo di messaggi divini, il tutto gli appariva in sogno, per questo a volte il messaggio non era sempre chiaro e necessitava di un accadimento futuro per guadagnare un significato.

 

Tre sono i sogni enigmatici che col tempo hanno trovato una spiegazione: il primo riguardava un grosso rospo con una striscia rossa in mezzo che avanzava minaccioso verso di lui, questo anni dopo è stato interpretato come una premonizione dei movimenti bolscevichi; il secondo gli mostro un uomo dai tratti europei che veniva catturato e torturato da un gruppo di selvaggi, una visione che fu poi accostata all’avanzamento della cultura extra europea e della multi culturalità. Infine il terzo sogno lo vedeva da solo a San Pietro, attorniato da figure sfocate che sembravano non accorgersi della sua presenza, il Santo chiamava l’attenzione dei presenti ma nessuno lo ascoltava e alla fine si ritrovò di fronte ad una nicchia vuota. Diversi anni più tardi proprio in quella nicchia venne costruita una statua che lo raffigurava.

 

Come spiegare questi sogni se non come messaggi di Dio riguardanti il futuro? Ma a qualificare l’opera di Don Bosco come una scelta divina è forse l’occasione in cui il Santo fu in grado di destare dal sonno eterno un giovane fedele appena deceduto. Il giorno in cui perì in seguito ad una malattia, il ragazzo aveva chiesto di lui, Don Bosco però si trovava fuori città ed il giovane si dovette confessare con un altro sacerdote. Quando tornò in città questo si recò a casa del giovane e chiese ai suoi familiari di fargli vedere il corpo del ragazzo, subito comprese che il giovane vagava senza metà così lo chiamò per nome e lui si destò dal sonno. Il giovane gli disse di non essersi confessato bene, Il frate lo ascoltò e dopo averlo perdonato per intercessione divina gli chiese cosa vedesse, il ragazzo rispose che di fronte a lui c’era Maria avvolta dalla luce, dunque, Don Bosco gli chiese: “Vuoi andare in pace o tornare in questo mondo pieno di sofferenza?”, Il giovane non resistette alla tentazione di vivere nella beatitudine eterna e scelse il paradiso.

 

Indubbiamente in lui riviveva la grazia divina ed è per questo motivo che le sue capacità profetiche vanno tenute in grande considerazione, lui stesso educava i suoi ragazzi a prestare molta attenzione ai sogni, un giorno ne rivelò loro  uno molto significativo:

 

“sulla spiaggia del mare, o meglio, sopra uno scoglio isolato e di non vedere altro spazio di terra, se non quello che vi sta sotto i piedi.

 

-navi schierate a battaglia.

 

– due robuste colonne, altissime distanti l’una dall’altra.

 

Sopra di una vi è la statua della Vergine Immacolata con la dicitura in basso: « Aiuto dei Cristiani », e sull’altra che è molto più alta, sta l’Ostia Immacolata con un’altra dicitura:

 

« Salvezza dei Credenti “

 

Don Bosco commentò il proprio sogno in questo modo: “ Mi pare che la nave sia la Chiesa di cui il Papa è il Capo(comandante) : le navi sono gli uomini, il mare è questo mondo. Quelli che difendono la grossa nave sono i buoni, affezionati alla Santa Sede, gli altri sono i suoi nemici, che con ogni sorta di armi tentano di annientarla. Le due colonne di salvezza mi sembra che siano la devozione a Maria Immacolata e al Santissimo Sacramento dell’Eucarestia”.

 

Il sogno continuava con le navi avversarie che attaccavano quella guidata dal Papa, questo si rialzò per due volte ma alla terza muore tra le urla di esultanza dei suoi contestatori. Ma morto un Papa se ne fa un altro che guida i suoi fedeli alla vittoria. Non è un mistero che le navi nemiche siano i contestatori della Chiesa , il che ci induce a pensare che Don Bosco aveva visto questo periodo di tribolazione della Santa Sede. Ma il sogno si conclude con la vittoria sugli avversari, il che si riconduce alla vittoria finale di Cristo.