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Catechesi

Il Digiuno e l’Astinenza sono la stessa cosa?

DIGIUNO E ASTINENZA

 

 

 

“E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”

Siamo già entrati nel tempo di Quaresima, quale miglior periodo per ricordarsi dei versetti di Matteo?

Il digiuno, come anche l’astinenza, sono regolate dalla Costituzione Apostolica Paenitemini, di Papa Paolo VI, del 17 febbraio 1966, e dal Codice di Diritto Canonico e vengono anche aggiornate dalle Conferenze Episcopali (CEI).

Ci sono delle norme precise da seguire che, come dice il Vangelo, possono essere esercitate dell’intimo, segno di maggior comunione col Cristo.

Quello della Quaresima è il tempo dell’ascolto infatti, del silenzio che fa spazio alla Parola di Dio, unico vero nutrimento che da sapore al sacrificio pasquale. Così, dal lungo e sofferto cammino verso la croce (la Via Crucis), scaturisce il senso della purificazione che ci porta a risorgere con Cristo.

“Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo.”(2Tim 2. 11-13).

Il digiuno e l’astinenza diventano pertanto due piccoli gesti che ci aiutano a dimenticare i bisogni del corpo, per fare spazio a quelli dello spirito che anela alla risurrezione del giorno di Pasqua,

L’astinenza riguarda il non mangiare carne o cibi ricercati, né il mercoledì delle Ceneri, né i venerdì di Quaresima. La cosa si può estendere anche a tutti i venerdì dell’anno, purché non siano giorni solenni. Si comincia ad osservare l’astinenza dall’età di 14 anni.

Il digiuno consiste nel fare un solo pasto durante la giornata e riguarda soprattutto il mercoledì delle Ceneri e il venerdì Santo, per chi ha compiuto il 18° anno di età, fino 60°. Acqua e medicine si possono assumere in qualunque momento.

In casi particolari, come ad esempio problemi di salute, i Parroci possono dispensare alcuni fedeli da queste pratiche e sostituirle con altre opere.

Nel 1994 in Italia, la CEI ha pubblicato “Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza”, in cui i Vescovi determinano che i fedeli possono, nei venerdì che non sono di Quaresima, sostituire l’astinenza con qualche altra opera, come la preghiera, la carità e altro. I Vescovi italiani inoltre consigliano di osservare il digiuno e l’astinenza anche nelle ore che vanno dal Sabato Santo,  alla Veglia Pasquale.

 

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