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Dichiarazione shock: “Ho liberato il Cristo dal marmo”

La dimostrazione dell’artista che, quando si è ispirati dal Signore, le opere che lo celebrano emergono in maniera strepitosa.

L’opera di Claudio Mastropaolo – fonte: statoquotidiano.it

La vicenda è legata allo scultore Claudio Mastropaolo, titolare di una marmeria a Vico del Gargano, che ha commentato la sua ultima creazione con una dichiarazione che ha colpito molti per la spontaneità e per l’afflato religioso che ne traspare.

L’opera dello scultore e il Cristo da liberare nel marmo

“Ho liberato il Cristo dal marmo”, ha detto l’artista, mostrando come fare lo scultore non sia semplicemente dare una forma a un blocco di marmo, ma che al contrario ci sia molto di più. Si tratta infatti di dare all’opera anche un’anima, e quando di mezzo c’è il Signore, evidentemente, tutto assume una piega diversa.

Questo distingue infatti le capacità di uno scultore dal talento di un artista, e lo stesso vale per ogni altro campo o settore. Quando nelle proprie azioni ci si mette anche il cuore, e ci si affida a Gesù, il processo creativo e tutto ciò che ci sta intorno cambia e assume una forza sensazionale e nuova.

Chi è l’artista in questione e quali sono le sue opere realizzate finora

Claudio, come spiega il quotidiano locale, “si definisce autodidatta e da sempre ha avuto nel sangue la passione per l’arte, mettendo alla prova le sue abilità con il disegno e la pittura. Sin da bambino si esercitava a disegnare copiando le copertine dei fumetti di Diabolik, per poi passare a illustrazioni più complesse come le copertine dei fumetti della Marvel”.

La sua maggiore opera è arrivata a 25 anni, con quello che può essere serenamente definito il “suo primo grande capolavoro”. Non a caso, si tratta di un dipinto dedicato alla Vergine delle Rocce, ispirandosi allo stile leonardesco. Non bastasse, l’opera successivamente è stata donata alla Chiesa del Carmine di Vico del Gargano.

La sua ultima straordinaria realizzazione che lascia con il fiato sospeso

Ancora più straordinaria è però l’ultima sua realizzazione. “Il tutto nasce da un grosso blocco di marmo intravisto presso una ditta di vendita marmi ad Apricena. Claudio aveva da subito percepito la presenza di un Cristo disteso al suo interno, intrappolato dalla pietra così come il grande Michelangelo immaginava le sue opere prima ancora di essere scolpite”.

L’opera di Claudio Mastropaolo – fonte: statoquotidiano.it

L’inizio della creazione riporta al gennaio dell’anno scorso, poco prima dello scoppio della pandemia. Da quel momento incantato l’artista non si è più fermato e ha proseguito fino in fondo l’opera di estrazione del suo Cristo dalla roccia. E come per la Vergine precedente, anche in questo caso l’intenzione è di donarla al mondo, magari affinché, aggiungiamo noi, qualcuno pregasse il Signore e si convertisse a Lui.

La più grande opera che potrebbe fare è avvicinare l’umanità a Gesù

Quale destinazione più grande infatti può esserci per l’arte se non quella di avvicinare a Dio, ma ancor più alla fede, e di permettere che ci si converta al Suo amore che riempie la vita di qualcosa di straordinario e inaspettato? La bellezza sublime di questa statua, di conseguenza, potrebbe essere davvero uno straordinario strumento al servizio dell’opera di Dio, e così dovrebbe essere sempre.

LEGGI ANCHE: Subito dopo il restauro, l’opera svela un meraviglioso segreto nascosto

“Al momento l’opera è al 30 % di completamento, è ancora in atto la fase di sgrossatura del marmo e potrà essere ultima per la prossima Pasqua del 2021“, spiega il quotidiano locale, che conclude con le parole dell’artista stessa. “Il Cristo è qualcosa che ho dentro, non posso dire da cosa sia nato”, ha spiegato Claudio. “Quando ho visto questo blocco, ho compreso subito che il Cristo voleva essere liberato”.

Giovanni Bernardi

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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