Il paradosso: chi vuole il Ddl Zan come difesa delle differenze attacca chi la pensa diversamente. Ma cosa intendono allora per libertà di espressione?
E’ accaduto a Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, contro cui sono state rivolte parole minatorie.
Perché contrario al Ddl Zan, travestito da legge anti discriminazioni. Mentre chi lo vuole approvare, è il vero discriminatore e attacca con minacce chi non è d’accordo.
La foto che ritrae il cartello con la minaccia “.. APPENDIAMO GANDOLFINI”, è stata pubblicata sulla pagina di “Non una di meno”. E poi riportata sulla pagina Facebook del movimento Pro Vita & Famiglia Onlus che ha espresso tutto il suo sostegno a Gandolfini. E’ evidente che qualcosa non torna. Se l’intento del Ddl Zan fosse davvero la tutela delle differenze e della violenza, contro (secondo chi l’ha presentata) è discriminato in base al genere, allora non si spiega questo cartello e tanto altro. Perché proprio loro, usano violenza contro chi la pensa diversamente ed esprime con rispetto il suo pensiero?
A Massimo Gandolfini va tutta la nostra solidarietà. Continuiamo a pregare compatti a difesa della libertà e della Verità, minacciata dal Ddl Zan che verrà discusso il 3 agosto in Aula, perché nessuno debba mai più subire minacce di questo genere.
Simona Amabene
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