David Bowie e quel video satanico contro la cultura cattolica

Nel corso della sua lunghissima carriera David Bowie (morto lo scorso anno) è stato simbolo della trasgressione e della lotta alle religioni. Forse per posa nel 1976, in un’intervista concessa a ‘Rolling Stones’ dichiarava: “Il rock è sempre stato la musica del diavolo (…). Credo che il rock sia pericoloso (…). Sento che stiamo solamente annunciando qualcosa di più oscuro di noi stessi”, dichiarandosi di fatto un messaggero del signore oscuro.

Che si trattasse di una frase ad effetto o meno, la posizione sulla religione del cantante britannico non è mai cambiata, a dimostrarlo uno degli ultimi video ufficiali ‘The Next Day’. La breve clip creata in collaborazione con la regista italiana Floria Sigismondi, vedeva gli attori Gary Oldman e Marion Cotillard recitare la parte rispettivamente di un sacerdote e di una prostituta all’interno di un bordello in cui si susseguivano immagini sacrileghe prese dalla religione cristiana. Il videoclip, d’altronde, è quanto di più vicino al testo della canzone in cui il cantante britannico diceva: “E il prete pieno di odio ora chiede di divertirsi con le sue donne vestite da uomo per il piacere di quel prete …all’inizio ti danno tutto quel che vuoi. Poi si prendono tutto quello che hai. Vivono in piedi e muoiono in ginocchio. Possono lavorare con Satana mentre si vestono da santi. Dicono che Dio esiste perché il diavolo ha detto così. Urlano il mio nome nel pozzo sottostante …”.

Le immagini forti del video sono chiaramente blasfeme ed offensive, dato che ci sono sante semi nude che si danno ai piaceri del sesso e parroci che si intrattengono con prostitute e che si fustigano. Quale sia l’intento del testo, invece, rimane confuso a metà tra la denuncia degli errori commessi da alcuni sacerdoti e la pura blasfemia. Ciò che è certo è che il video nel periodo in cui è uscito ha suscitato scalpore al punto da costringere Youtube a bloccarne la diffusione (salvo poi rimettere il video su pressione dei discografici con l’obbligo di conferma della maggiore età).

L’ipotesi che nell’idea di Bowie ci fosse una rappresentazione confusa della religione è supportata anche dalle parole del portavoce della comunità cattolica USA, Bill Donohue, che sul video diceva: “Il lavoro di un anziano provocatore bisessuale londinese, disseminato dai suoi caratteristici eccessi… In breve, il video riflette quello che è l’artista: è cioè incasinato!”. Più duro con il cantautore inglese, invece, era stato l’arcivescovo di Canterbury che accusava l’artista inglese di aver voluto offendere di proposito i fedeli cristiani: “Se l’imitazione è la più alta forma di adulazione, forse i cristiani non si arrabbieranno per questo sfruttamento dell’immagine religiosa. Dubito che Bowie avrebbe avuto il coraggio di usare figure religiose islamiche. Non mi sento offeso da questa immaturità, i cristiani dovrebbero avere il coraggio di elevarsi da questo linguaggio offensivo e spero che Bowie riconoscerà di aver turbato probabilmente molte persone”.

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