Il primo ad aver mosso qualche perplessità sull’applicazione di un simile divieto è stato il ministro degli Esteri Anders Samuelsen che ha sottolineato come una simile scelta sarebbe incomprensibile sia per gli americani (la cui popolazione ha un’alta percentuale di ebrei) sia per le altre potenze europee. Il ministro ha dichiarato che una simile decisione rendere vulnerabile la nazione sia da un punto di vista economico che militare, poiché comporterebbe la perdita di appoggio delle nazioni sopra citate. Ad appoggiare l’opposizione del ministro Samuelsen è stato anche il ministro della Difesa Frederiksen che ha parlato di rischio enorme sia a livello internazionale che interno.
L’idea alla base della petizione è che il corpo dei bambini deve rimanere intatto e che debbano essere poi questi, divenuti adulti, a decidere se privarsi di una parte del loro corpo. Non esistono, però, studi medici che confermino l’idea, insita nel divieto, che la pratica della circoncisione sia rischiosa per la salute, al contrario ce ne sono molti che confermano la diminuzione delle possibilità di contrarre l’aids una volta effettuata. Dal punto di vista prettamente religioso, inoltre, il divieto violerebbe una prassi fondamentale dell’ebraismo e dell’islamismo, come spiegato dall’Imam di Copenhagen Waseem Hussain al ‘New York Times‘: “Alcuni rituali sono centrali per l’identità e per l’appartenenza. La circoncisione è uno di loro”.
Luca Scapatello
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