Orgoglio Etero, anche negli Stati Uniti si ribellano al Gay Pride e succede il Finimondo

Cultura gender
Cultura gender: gli Stati Uniti si ribellano e dicono di volere, per ogni Gay Pride, un sano Straight Pride.
Lo ha ribadito, dalla città di Dixon (California), il Vice Sindaco Ted Hickman, stanco delle continue insistenze, atte a propagare manifestazioni che vogliano imporre la cultura gender.

Se il mese di Giugno era stato dedicato ai vari Gay Pride, dunque, il mese di Luglio sarebbe dovuto essere dedicato allo “Straight Pride American Month”, che esprime non solo l’orgoglio etero, ma quello delle famiglie tradizionali, con tanto di mamma, papà e figli, uniti in un matrimonio benedetto da Dio.

Ma -come si poteva immaginare- le lobby LGBT hanno letto le dichiarazioni del Vice Sindaco come un affronto, punibile almeno con la pubblica gogna. Per questo hanno sguinzagliato le forze della Gaystapo (così si chiamano gli schieramenti più battaglieri), che ha pensato di manifestare contro Ted Hickman, chiedendone le dimissioni e accusandolo di crimini orrendi, contro la libertà e la vita delle persone.


Tutto era congeniato alla perfezione, perché i gay fossero ritenuti delle vittime da difendere.
Ricordiamo che la Gaystapo opera come una forza estremista, che non accetta nessuno di quelli che rifiutano la cultura gender, per cui l’assonanza del loro nome con quello della polizia nazista è davvero azzeccata!

Nel caso del Vice Sindaco Ted Hickman, però, la gente comune, il popolo pro famiglia, non si è lasciata intimorire.
Nel giorno in cui al Comune di Dixon si doveva discutere dei fatti su citati, gli etero e le loro famiglie si sono schierati fuori e dentro gli edifici, impedendo che il Vice Sindaco fosse messo alla porta, per aver detto la sua opinione, condivisa da molti altri.
Il 14 Agosto il Consiglio comunale di Dixon si è limitata, così, a dissociarsi dalle affermazioni del Vice Sindaco e la Gaystapo non ne è stata per nulla soddisfatta.

Antonella Sanicanti