Crizel, la ragazza che suor Cecil ha salvato dal traffico di esseri umani

Il traffico di esseri umani è uno dei mali più gravi che affligge la società moderna. Fenomeni di questo tipo si verificano in ogni angolo del pianeta, ma le vittime hanno quasi tutte un origine comune: un paese sottosviluppato. Nelle Filippine, la tratta degli esseri umani e la schiavitù delle donne è un problema sociale molto grave ed è per questo motivo che suor Cecil Espenilla (missionaria dominicana nelle Filippine) lotta quotidianamente per salvare le ragazze e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione.

Suor Cecil spiega che: “Affinché ciò sia possibile, sono necessari programmi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, attraverso istruzione e campagne con i governi locali, organizzazioni religiose, gruppi della società civile, congregazioni religiose e diocesi, istituti di formazione pubblici e privati, movimenti delle donne”. La missionaria sa benissimo che da sola non avrebbe alcuna possibilità di combattere il traffico degli esseri umani di fatti da anni si avvale della collaborazione di diverse associazioni umanitarie come la Visayan Forum Foundation (che ha la propria sede a Manila).

La schiavitù di Crizel, adolescente salvata da suor Cecil

Proprio attraverso la collaborazione con la fondazione di Manila, suor Cecil è venuta a contato con Crizel: la giovane era arrivata a Manila grazie ad un conoscente che le aveva promesso un lavoro come collaboratrice domestica. Come spesso accade, il lavoro era una copertura per il reclutamento forzato di altre prostitute, così Crizel è finita in mezzo alla strada in balia della attenzioni morbose di uomini disposti a pagare pur di trattare una donna come un oggetto. Per l’adolescente è iniziato un periodo di buio in cui ha pensato che la sua vita sarebbe stata per sempre quella, ma per fortuna il lavoro della VVF e di suor Cecil le hanno permesso di abbandonare per sempre il giro di prostituzione e di salvarsi dalla tratta di esseri umani che corrode le Filippine.

A rendere noti i dettagli di questa atroce storia è la stessa ragazza che ai microfoni di ‘AsiaNews‘ dichiara: “Grazie a Dio, Vff mi ha salvato prima che fosse troppo tardi. Ho trovato una nuova alba nella mia vita. Ho scoperto in me stessa una rinnovata forza e bellezza, il mio valore e la mia dignità. Questa è una casa per andare avanti con speranza, coraggio e convinzione”. Crizel è davvero grata per quanto fatto dall’associazione ed ora si erge a portavoce delle istanze che promuove: “I leader religiosi, gli operatori sociali, i funzionari del governo, la polizia ed il pubblico devono rimanere vigili e combattere il traffico di esseri umani, nel Paese ed ovunque. L’obiettivo deve essere la tolleranza zero”.