Un’apertura straordinaria al pubblico nella Basilica del Carmine a Napoli.
E’ esposto, alla pubblica preghiera ed adorazione, la statua del Cristo Crocifisso. Questa viene esposta solo nei periodi di calamità naturali.
Il Cristo Crocifisso, nella Basilica del Carmine a Napoli, torna ad essere esposto alla pubblica Adorazione. Un’apertura straordinaria al pubblico che si è verificata solo nei periodi di vera e propria calamità per la città, come l’epidemia di peste del 1656 ed il terremoto del 1688.
Anche nella Basilica del Carmine è rispettata la norma di sicurezza, emanata dal Governo e disposta dalla Diocesi, della distanza di un metro fra ogni fedele. Ma molti non hanno rinunciato a recarsi in Chiesa ed a inginocchiarsi davanti al Cristo: “Al Santissimo Crocifisso affidiamo la città di Napoli, l’Italia, l’Europa e il mondo intero” – è la preghiera ripetuta.
Un’esposizione eccezionale che, come dicevamo, è avvenuta soltanto in particolari momenti di calamità naturali, come la peste, il terremoto e le eruzioni del Vesuvio. La statua è stata posta, con il suo caratteristico drappo rosso alle spalle, in chiesa già da una settimana.
La storia racconta che, per evitare di esser colpito da una bombarda, il Cristo spontaneamente spostò la sua testa e la chinò sulla destra (come oggi si può vedere nell’immagine sacra). Il colpo distrusse l’abside dove si trovava la Croce, ma non sfiorò il Cristo. Correva l’anno 1439.
La statua risultò non interdetta dal colpo e mostrò un Gesù che, dallo sguardo supplicante rivolto al cielo e la bocca aperta, era diventato chino con occhi chiusi, lingua tra i denti e muscoli del collo tesi nello sforzo di schivare.
Il miracolo, però, non finì qui: il Crocifisso diventò pesante come fosse un corpo umano. All’inizio, fu esposto in piazza, ma il re Alfonso d’Aragona volle conservarlo in una cappella a parte, costruita appositamente. Da quel momento, la mano e lo sguardo di Cristo proteggono la città partenopea.
L’apertura straordinaria alla pubblica venerazione è segno che la città, l’Italia, il mondo intero hanno ancora bisogno della protezione di Cristo, in particolare contro questa nuova epidemia: “In queste ore segnate dalla preoccupazione per il succedersi degli eventi, sarà aperto alla venerazione dei fedeli, il Santissimo Crocifisso miracoloso, che da sempre viene svelato nei periodi di calamità. A lui affidiamo la città di Napoli, l’Italia, l’Europa e il mondo intero” – pregano, insieme, sacerdoti e fedeli a Cristo Gesù.
ROSALIA GIGLIANO
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