Cristina la sindrome di Down non la ferma, missionaria per amore di Gesù

 

 

 

LA SINDROME DI DOWN NON LA FERMA: CRISTINA ACQUISTAPACE SI CONSACRA ALL‘ORDO VIRGINUM

 

 

 

Ad una domanda in merito all’aborto, lei risponde che è una decisione infelice, presa da alcune madri che non ce la fanno a tenere un bambino. Prega per loro, senza giudicarle, perché non tocca a nessuno farlo. Aggiunge che un figlio, in qualunque modo nasca, è un dono del cielo, pertanto ha diritto di venire al mondo, proprio per mostrare cosa può fare.

Lei ripete sempre alla sua mamma che si ritiene fortunata ad essere nata nel 1972, oggi l’amniocentesi l’avrebbe fregata!

Cristina Acquistapace è una donna con la sindrome di down, causata -come sapete- da un cromosoma in più, collegato alla ventunesima coppia di cromosomi. La sindrome può essere più o meno grave e causare pesanti o lievi problemi psico-cognitivi.

Ma Cristina sa quello che vuole ed ha deciso di entrare nell’Ordo Virginum e di trovare la sua strada per servire Dio.

Parlando di quel cromosoma che le ha causato tanti problemi, lei risponde che è come il rapporto coi fratelli, di amore/odio tante volte. La differenza è che i fratelli si possono allontanare per non litigarci, il cromosoma invece non si stacca mai, rimane li e le ricorda che ci sono prove da affrontare, difficoltà immense da superare, ma anche tante cose belle e non mi faccio condizionare da te.

Così per Cristina il limite diviene la consapevolezza che si debba scavalcare un muro dietro l’altro,  e, quando si è davanti al muro più altro, si deve usare la ragione per fermarsi, senza però smettere di cercare di forarlo, per arrivare dall’altra parte.

Ora Cristina parla a Tv 2000 della sua testimonianza e della sua devozione a Dio, ma anche in altre trasmissioni. Utilizza skype per diffondere il più possibile il suo messaggio e, da qualche tempo, è invitata in molte conferenze in giro per l’Italia, per parlare di se e della missione vissuta in Africa e in Kenya, accompagnata dalla zia religiosa.

Al quotidiano romano “Roma Sette”, dice: “Sono una semplice donna che crede nella vita. Sono stata fortunata perché la mia famiglia non ha ridotto la mia malattia alla mia persona, ma ha creduto nel meraviglioso dono di Dio. La vita è un dono e va vissuta come un dono.”.

 “Dobbiamo andare avanti nonostante si faccia fatica. Io penso spesso alla fatica che ha fatto nostro Signore Gesù Cristo e questo mi dà coraggio per andare avanti sul mio cammino, tenendo gli occhi fissi sul traguardo che devo raggiungere. In definitiva, la vita è un viaggio al quale tutti sono chiamati, è un cammino per tutti e di tutti.”. “Sono una donna felice, realizzata e contenta, con una missione particolare. Con questo non voglio dire che non abbia sofferto, ma le sofferenze fanno parte della vita”.

Ha ragione Cristina. La vita va vissuta senza scuse e senza timori, sicuri che a guidarla è nostro Signore che ha un progetto su ognuno, proprio perché siamo venuti al mondo. A noi spetta solo lasciarglielo realizzare, fare in modo che la sua grazia ci passi attraverso, in modo che la nostra esistenza si realizzi come dono per gli altri.

La condizione di Cristina è più difficile di tante, ma è un esempio di come l’amore della famiglia faccia di noi il meglio possibile, prima di incamminarci da soli, per le vie di questo mondo