Cristiano-fobia in Europa: Cosa stiamo sbagliando?

Qual è, oggi, la considerazione dei cristiani in Europa e in Iraq?

E’ il Cardinale Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei e Presidente dell’Assemblea dei Vescovi cattolici di Iraq a darcene un’idea.

Cardinale Louis Raphaël I Sako
photo web source

Il Cardinale Louis Raphaël I Sako racconta che la piana di Ninive sembra tornare lentamente alla normalità, tanto che la metà della popolazione ha potuto riavere le proprie abitazioni nei villaggi, distrutti dalla furia degli anni scorsi e ricostruiti grazie ad “Aiuto alla Chiesa che Soffre” e alla Caritas.

“Pochissimi Governi ci stanno aiutando nel nostro tentativo di ricostruire abitazioni, strade, reinstallare l’elettricità pubblica, rifornire la zona con acqua potabile e soprattutto creare posti di lavoro per i giovani cristiano-iracheni. Abbiamo il timore che senza lavoro, i giovani siano i primi costretti a migrare, lasciando così la loro terra.

Cristianofobia – Iraq, i cristiani discriminati

Nonostante questo lento ritorno alla normalità, i cristiani continuano ad essere discriminati e questo non è più accettabile. L’Europa ha impiegato troppo tempo a capire che è nel suo interesse far si che i cristiani non disappaiano dall’Iraq. Noi viviamo in queste terre da millenni e abbiamo imparato come parlare e convivere con i musulmani”.

Cristianofobia – le responsabilità dell’UE

Alla domanda sulle responsabilità dell’Unione Europea, in merito a ciò che non è stato ancora fatto, per garantire ai cristiani di professare liberamente, in Iraq come altrove, la risposta del Cardinale Louis Raphaël I Sako è la seguente: “Innanzitutto l’UE può fare delle pressioni sul Governo iracheno per garantire il rispetto dei diritti umani di tutti i cittadini (non solo quelli delle minoranze).

Anche l’educazione ricopre un ruolo fondamentale. Invitiamo l’Europa a chiedere al Governo iracheno e a quello di tutti i Paesi islamici di cancellare nei libri di testo scolastici tutte le espressioni discriminatorie nei confronti dei cittadini non musulmani. (…) Ma le istituzioni dell’Unione europea, in quanto tali, non stanno aiutando per niente i cristiani iracheni!

Esse elargiscono gli aiuti attraverso le Nazioni Unite che non sono presenti dove ci sono le comunità cristiane”.
L’allarme lanciato dal Cardinale Louis Raphaël I Sako è molto forte, ma anche risaputo. E’ proprio ora che ci si renda conto che “L’Europa ha ceduto al relativismo tanto tempo fa. Ho saputo che non ci sono più lezioni di religione nelle scuole belghe o al massimo solo classi di Islam. Agli europei piace parlare di “islamofobia”, ma ora bisognerebbe parlare di “cristianofobia”! (…).
L’Europa non si deve vergognare dei propri valori cristiani come noi, cristiani iracheni, abbiamo sempre difeso i nostri valori e le nostre radici in Medio Oriente, riuscendo a creare una società plurale”.

Antonella Sanicanti

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