Il Covid, il lockdown e la crisi economica: tre elementi che non attanagliano solo i cittadini, ma anche la Chiesa, che chiede aiuto.
Poche persone in chiesa per paura degli assembramenti, poche entrate dalle offerte. Anche la Chiesa comincia a risentire della crisi economica portata avanti, anche, dalla pandemia.
Una situazione non facile quella che, anche, le singole parrocchie sono costrette ad affrontare durante questo periodo di crisi e di pandemia da Coronavirus. Le persone, per paura del contagio, sono sempre di meno in chiesa e, di conseguenza, anche le offerte tendono a diminuire. Come fare ad arginare questa situazione così complessa e difficile?
I bilanci delle singole parrocchie sono in sofferenza, specialmente nei paesini più sperduti e lontani dalle grandi città. Un caso particolare sono alcune parrocchie di 3 paesini in Friuli: Fagagna, Ciconicco e Villalta. Tre paesini con una parrocchia ciascuno. Circa 6000 anime guidate da Monsignor Adriano Caneva di 87 anni.
“Ho già usato i miei risparmi per pagare i debiti” – ha dichiarato il Monsignore. Ma non è il solo a lanciare questo grido d’aiuto: “Le offerte dei fedeli in parrocchia sono calate del 30%, abbiamo dei problemi per le spese, i soldi sono sempre meno e la gestione è sempre la stessa” – dichiara Don Claudio Gatti, parroco della concattedrale del Duomo di Rovigo.
Ma ci domandiamo: nei vari decreti emanati dal Governo per “ristorare e finanziare” gli enti in difficoltà durante il periodo di Coronavirus, le piccole chiese non sono contemplate?
Parrocchie e gli altri enti religiosi civilmente riconosciuti (diocesi, istituti religiosi, Caritas diocesane…) rientrano tra coloro a favore dei quali è possibile ottenere un finanziamento agevolato in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, comprese le misure finalizzate a misure urgenti di solidarietà alimentare, come ha chiarito l’Agenzia delle entrate.
Ma la situazione non è, sempre, così facile e semplice. Non si tratta solo di “sostegno alimentare” alle famiglie più bisognose durante o meno il periodo di pandemia, ma è soprattutto il sostegno economico delle singole parrocchie (con tutte le relative sue utenze) che viene, piano piano a scarseggiare. Da qui il grido d’aiuto dei parroci.
ROSALIA GIGLIANO
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