Covid: 90enne non vuole essere curato, prima i giovani

Un momento particolare quello che i medici e gli infermieri di un ospedale della Lombardia si trovano a dover fronteggiare con un anziano paziente malato di Covid.

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“Vi prego, non mi curate!”. Una richiesta d’aiuto, forse per non soffrire più. Un anziano 90enne chiede di non essere curato per il Covid. Ma i medici non gli danno ascolto.

Covid: 90enne chiede di non esser salvato

La Lombardia è la zona d’Italia più colpita dall’epidemia da Coronavirus. Lì, come in tutta Italia, medici ed infermieri lottano ogni giorno per poter curare e salvare quanti più pazienti possibili e non arrivare al brutto momento di “scegliere” chi salvare e chi, invece, condannare a morire con il virus.

Una lotta continua, costante che fa di tutto il personale sanitario un vero e proprio gruppo di eroi. Ma, proprio dalla Lombardia, arriva la storia commovente di un anziano che, all’età di 90 anni, scopre di esse positivo al Coronavirus. Viene ricoverato in una clinica a confine con la Svizzera. I medici si prendono cura di lui, ma è lui stesso a chiedere ai sanitari: “Dottore, ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita, ho 90 anni, lasciami andare“.

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Il 90enne chiede ai medici di lasciare spazio ai giovani

Una frase che commuove, perché il 90enne da un lato stringe la mano al medico che lo sta assistendo, dall’altra invece vede quel casco Cpap che stanno per fargli indossare. Una richiesta particolare quella che lui fa ai medici: non vuole che si sprechino tempo ed energie per lui e per curarlo. Ma il dottore lo incoraggia sorridendo, procede con le cure, lo rimette in piedi. Alla fine, il 90enne ce l’ha fatta, sta meglio e presto ritornerà a casa.

Il medico: “Mi ha stretto la mano, chiedeva di morire, ma l’abbiamo salvato dal Covid”

Il dottor Giuseppe Vallo, responsabile Riabilitazione Respiratoria presso il Cof Lanzo Hospital ad Alta Valle Intelvi, racconta cosa è successo sulla sua pagina Facebook: “Quando ho letto la tua data di nascita ho subito notato che hai solo 8 giorni in più di mio papà, quindi presto farai 91 anni.

Il secondo giorno l’ossigenazione era così bassa che ho dovuto metterti un casco cpap con una percentuale di ossigeno del 100%. Mi hai stretto la mano e mi hai detto: ‘dottore ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita ho 90 anni lasciami andare’.

Il tuo sorriso e la tua dignità mi hanno stretto il cuore così forte che mi sembrava che fossi io quello a cui mancava l’ossigeno”.

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Una storia che commuove, sì, ma che non ha fatto perder d’animo i medici: “In 15 giorni l’abbiamo ristabilito ed ha anche ripreso a camminare con l’aiuto del fisioterapista” – ha concluso il dottor Vallo.

Una storia a lieto fine

Una storia a lieto fine, ma una storia che fa anche riflettere allo stesso tempo: un uomo che chiede di morire per dar spazio ai giovani. Una cosa che non può esser eticamente accettata. Ma il Signore ha dato forza ai medici: nessuno può morire o esser lasciato a morire.

E così, i medici hanno salvato questo anziano.

Fonte: ansa.it

ROSALIA GIGLIANO

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