Ecco cosa fare contro il maligno, parola di esorcista

di Anna Maria Turi

“Dal 1991 a oggi, ho ricevuto quasi 150.000 persone, ciascuna a tu per tu, infatti ancora attualmente ascolto e benedico dai trenta ai quaranta fedeli al giorno. Si tratta di uomini e di donne in preda a un’agitazione costante e spesso misteriosa, a disturbi psichici di origine oscura e, in qualche caso, a quella che si chiama propriamente possessione diabolica”.

Con padre Vincenzo Taraborelli, il carmelitano esorcista della parrocchia di Santa Maria in Traspontina, in via della Conciliazione, a due passi da san Pietro, ci troviamo in una saletta, quella dei grandi esorcismi, dalla quale ogni contagio demoniaco è eliminato dalla presenza di centinaia di immagini di angeli che la tappezzano alle pareti e che figurano sugli scaffali. Le irradiazioni benefiche partono anche dalla persona dell’esorcista vestito di una tonaca bianca, un viso dolcissimo, un tratto accogliente, esercitato in quella infinita pazienza che deriva dalla fede.

“I casi più gravi li tratto di pomeriggio e, nelle’esercizio del mio ministero, sono sostenuto dalla preghiera di un gruppo di persone, tra le quali figurano anche dei professionisti impegnati in vari campi lavorativi, compreso quello dello spettacolo. Infatti c’è una stanza, accanto a quella in cui ci troviamo, dove il gruppo ogni volta si raccoglie per pregare il Signore di scacciare il demonio dal posseduto. Questa preghiera è molto efficace perché è avvertita sia dalla persona che viene esorcizzata, che ne trae sostegno morale nel processo di liberazione, sia dal demonio stesso, al quale da molto fastidio e che perciò reagisce violentemente urlando di far smettere chi sta operando contro di lui. Ma naturalmente nessun ordine viene dato da me in tal senso e la preghiera in comune esercita una forza che validamente chiede al Signore la sopraffazione del Maligno”.

Si arriva all’incontro con padre Vincenzo dopo aver attraversato l’antica chiesa di Santa Maria in Traspontina all’interno della quale troneggia la grande statua della Madonna del Carmine, guardando la quale già si provano consolazione e conforto; quindi la spaziosa sacrestia; e, dopo  aver superato la soglia di una porta al di sopra della quale c’è la scritta Silentium e aver percorso più di un corridoio, al temine di una sorta di viaggio dell’anima nei misteri del Sacro si giunge nella saletta dove avviene l’incontro-scontro tra le due più potenti forze dell’universo, quella del bene e quella del male. Nel mio caso, il percorso è stato al tempo stesso un privilegio, concesso per l’intervista che perciò posso condurre nel luogo più caro al cuore dell’esorcista.

-Padre Vincenzo, ha un nome la stanza in cui ci troviamo?

Non ha un nome particolare, è solo il luogo in cui ricevo i casi più gravi. Abbiamo pensato di corredare questo luogo di immagini di Angeli per infondere in chi entra un senso di serenità, di tranquillità.

-Lei accoglie i sofferenti ogni giorno, meno il giovedì, dopo la messa delle ore 7,30 del mattino. Prima d’incontrarla, ho atteso anch’io in chiesa insieme a un folto gruppo di persone che, in preghiera, aspettavano di avere un colloquio con lei per presentarle i propri problemi. Mi ha stupito la presenza di tanta gente, fiduciosa e composta, il cui volto peraltro tradiva la pena racchiusa nell’animo. Tutti coloro che l’attendono al mattino, chi più chi meno, sono disturbati dal maligno?

Le persone che vengono da me non sono tutte possedute. C’è chi, ad esempio, vivendo lontano dal Signore non trova il coraggio e la forza di affrontare i problemi dell’esistenza umana, come le questioni familiari, economiche, di salute o di altra natura e cerca comprensione e conforto che solo la fede può dare. Ci sono poi coloro che, cedendo all’angoscia e alla disperazione e frequentando il mondo strano e ingannevole dell’occulto, siccome il terreno della magia è di pertinenza del demonio offrono il fianco ai suoi assalti e patiscono i suoi disturbi. Ma ci sono anche i veri posseduti dal demonio, nelle percentuale di circa uno per cento.

-Prima di entrare nel merito della sua opera di contrasto agli assalti diabolici, mi vuol dire qualcosa di lei, della sua vita e della sua formazione di esorcista?

Sono nato a Cisterna di Latina il 7 giugno del 1937 da genitori molto semplici, operai. A tredici anni sono entrato nel seminario di Jesi. Il mio noviziato di religioso carmelitano l’ho fatto a Nocera Umbra. Verso la fine del 1955 sono venuto a Roma, dove ho frequentato il liceo classico e ho compiuto gli studi di Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense, nel 1963 ho detto la mia prima Messa. Ho esercitato il sacerdozio in molte regioni d’Italia, in Sardegna, nelle Marche, in Abruzzo, in Umbria. Per diciotto anni ho fatto il parroco a Macerata e dal 1991 sono esorcista, delegato a questo servizio nelle chiese di Roma dal Cardinale Camillo Ruini.

-Nella sua lunga esperienza di esorcista, quali tratti caratterizzanti ha presentato il demonio?

Ricordiamoci che egli, creato buono da Dio, per disobbedienza se ne è allontanato diventando suo nemico. E’ quindi innanzi tutto un essere reale, vivo, intelligentissimo, ma privo di corpo perché puro spirito. Tenta l’uomo per farlo allontanare da Dio e tuttavia agisce nei limiti permessi da Dio. E’ un essere subdolo che si nasconde, che fa di tutto per non farsi riconoscere per meglio ingannare e sedurre; è menzognero, perverso e cerca di pervertire allontanando l’uomo dal Signore e da una vita moralmente sana.

-Come possiamo capire se una persona è vittima delle sue angherie?

-Il Rituale Romano elenca alcuni criteri di diagnosi diabolica, che consistono del riscontro di capacità anormali e abnormi nel soggetto in questione; rivelare cose nascoste o lontane; manifestare forze superiori alla propria condizione fisica; avversare il Sacro, Gesù, Maria; i Santi …

-La persona in balia di quali sentimenti si trova?

Chi è disturbato è in preda a un’angoscia senza motivo, a un senso insopportabile di oppressione e a impulsi negativi, come l’ira, il rancore, la rabbia, lo spirito di vendetta … quelli più disturbati si agitano, diventano oltremodo violenti, si ribellano con tutte le loro forze contro il sacerdote. La lotta tra il diavolo che è il lui e l’esorcista diventa spesso così terribile che c’è bisogno che i parenti, che spesso assistono all’esorcismo, trattengano il posseduto per le braccia e a volte contro il pavimento quando si divincola, esercitando tutta la sua forza perché l’uno o l’altro dei due, il posseduto e il sacerdote che scaccia il diavolo, non si facciano male. Nel corso di questa lotta, in cui si odono insulti, bestemmie e minacce e si compiono gesti di vilipendio e osceni, ci vuole molta preghiera da parte dei presenti per portare a buon fine l’esorcismo.

-Alcuni non ritengono che Satana sia un essere personale, ma che il suo nome alluda semplicemente al male che è in noi e a quello che può colpirci; quindi che sia un termine simbolico.

Il Vecchio e il Nuovo Testamento ne fanno un essere reale, nel senso che ho indicato.

-Pensa che sia possibile incamerare delle negatività senza volerlo e senza accorgersene?

Se uno non si rende disponibile, queste cose non arrivano. Il demonio non può fare quello che gli pare e piace. Fa solo quello che il Signore gli permette. E se noi abbiamo un buon rapporto con il Signore difficilmente queste realtà diaboliche possono prendere possesso della nostra anima e del nostro corpo. Influiscono positivamente nella nostra vita i nostri valori e le buone abitudini e frequentazioni; in questo caso nessuna negatività può attaccarci e intaccarci.

-In questo particolare momento storico così pieno di difficoltà e di sofferenza lei, rispetto a qualche anno fa, sperimenta un aumento di casi di possessione diabolica?

-Rispetto a qualche anno fa, si, c’è aumento di persone disturbate. Per esempio, i giovani devono stare attenti e non percorrere vie molto pericolose, quella dell’alcool, della droga, della pornografia, del sesso smodato. Attraverso tutto ciò il demonio può cominciare ad agire, seducendo e prendendoli per mano al fine di impossessarsi di loro. I primi segni della sua presenza sono il vuoto di valori, il disaccordo prima di tutto in famiglia, la ribellione. E poi oggi è sintomatica la cosiddetta morale “fai da te”, dire questo è bene e quindi lo faccio. Il “fai da te”, senza osservare i Comandamenti del Signore, è la legge del demonio che crea malessere e infine malattia. Mentre il nutrimento spirituale serve anche a stare bene psichicamente e fisicamente.

-Nell’esercizio del suo ministero ha incontrato un caso potentissimo, gravissimo di possessione che non ha mai potuto risolvere o che è riuscito a risolvere ma a fatica e dopo molto tempo?

Si, a una signora della zona di Roma avevano fatto tanti malefici, che rinnovavano due volte alla settimana attraverso le messe nere. Questa era una donna bella e onesta che non voleva tradire il marito. A colpirla con le fatture era un satanista, la voleva a tutti i costi. L’ho incontrata dopo che per dieci anni era andata da ogni sorta di medico perché si sentiva sempre male e infine si era messa nelle mani di magli e fattucchieri senza ottenere alcun risultato. Finalmente è venuta da me e io l’ho seguita per altri dieci anni. Durante gli esorcismi vomitava spille di acciaio, grovigli di capelli intrecciati tra loro. Alla fine, pian piano, la signora è venuta fuori da quell’atroce sofferenza.

Come possiamo riconoscere la presenza del demonio nella vita di tutti i giorni?

La vita è essenzialmente una lotta continua che ci vede impegnati per sfuggire alle forze del male e affermare, quando le riconosciamo e le condividiamo, quelle del bene. Il demonio cerca di inserirsi in questa vicenda altalenante portando un sovrappiù di confusione, divisione, distruzione di ogni valore morale e spirituale, di egoismo, violenza, odio, corruzione, e cerca così di penetrare sottilmente nel cuore e nella vita degli uomini quando imprudentemente gli lasciano la porta aperta.

-Lei è spiritualmente fortissimo per affrontare lotte sovrumane come quelle che ha descritto!

-Attenzione! Non è il sacerdote a liberare, egli è uno strumento nelle mani del Signore. Quindi è importante che questo strumento sia come il cuore di Dio. Da parte mia ci vuole molta preghiera, una vita sacramentale abbondante, molta Parola di Dio, perché sia forte della forza di Dio, altrimenti anche il sacerdote è a rischio …

-Un consiglio per noi che non siamo nel sacerdozio?

In ogni caso non dobbiamo avere paura, perché molte volte la paura è terreno fertile per il Maligno. Se il Signore a lui da due, a noi da cinque per affrontarlo e per affrontare bene le difficoltà.