Coronavirus: i due sacerdoti benedicono le strade dei loro paesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:44

Anche se in questi giorni non è possibile celebrare la Santa Messa, vi sono sacerdoti che non si rassegnano a portare conforto e benedizioni al loro popolo.

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I due sacerdoti benedicono i loro paesi duramente colpiti dal Coronavirus – Avvenire.it

È il caso di don Carlo Leo e del suo coadiutore don Marco Cesana, sacerdoti dell’unità pastorale di Lambrugo e Lurago d’Erba, ottomila abitanti in tutto, che in questi giorni stanno attraversando a piedi i loro paesi in provincia di Como ma nell’arcidiocesi di Milano. Lo hanno fatto portando in spalla il crocifisso e cospargendo tutta l’area di acqua santa, attingendo da un secchiello.

Dieci chilometri sulla scia di San Carlo Borromeo

Il loro è un esempio che nasce con l’immagine di San Carlo Borromeo che dona i sacramenti ai fedeli, nell’epoca della peste di Milano. La stessa che domina l’altare della chiesa di Lambrugo. Da soli, i sacerdoti si sono inginocchiati ad ogni edicola mariana, di fronte alle piccole cappelle ma soprattutto davanti alle case dei loro concittadini. Persino accanto alle auto, guidate da chi, accostandosi, faceva il segno della croce.

Dieci chilometri percorsi nelle due domeniche, dalla mattina presto fino al tardo pomeriggio, rispettando le regole di distanziamento. “Se San Carlo ha portato in processione la reliquia del santo Chiodo inserita in una croce di legno per chiedere al Signore che il morbo si placasse, perché noi non possiamo compiere un gesto analogo di fronte all’epidemia che ci sta mettendo in ginocchio?», ha affermato il parroco.ù

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Silenzio, partecipazione e lacrime

“Abbiamo benedetto i nostri abitati e li abbiamo circondati di preghiera”, è il racconto dei due. Hanno deciso di chiamare la loro azione un “Cammino penitenziale“. “Con questa piccola iniziativa abbiamo voluto portare il Signore in mezzo alla gente segnata dalla paura”, ha spiegato Don Leo al quotidiano dei vescovi Avvenire.

Mentre benedicevano ogni strada e piazzetta, i due sacerdoti hanno raccontato di avere incontrato silenzio, partecipazione, anche alcune lacrime. “Si dice che viviamo un tempo secolarizzato. Ecco, questo viaggio per rincuorare lo spirito dei nostri fedeli ci ha mostrato quanta sete di Dio c’è ancora nelle case e nelle famiglie di oggi”, hanno invece sottolineato.

Due armi in mano ai cristiani: la croce e l’acqua santa

“È in situazioni drammatiche come questa che la fede fa la differenza”, ha affermato uno dei due sacerdoti. L’acqua santa e la croce sono infatti le due armi potenti che i cristiani hanno in questi momenti difficili, e i due sacerdoti hanno capito cosa era davvero importante per il loro popolo. La prima, richiama il Battesimo che ci riporta a Cristo. La seconda, annuncia la Dia morte e Resurrezione, per la nostra salvezza. Per la liberazione dai nostri peccati.

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Questi due sacerdoti hanno così voluto ricordare a tutti i loro paesani che ci è stata donata una Via per la salvezza, invitandoci a seguirla ogni giorno, con il nostro cuore e la nostra vita. Dirigendo i nostri passi sulla strada che il Signore ha preparato per noi.

Giovanni Bernardi

Fonte: avvenire.it

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