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Coronavirus, la Cina sapeva già in autunno? Spuntano altre prove

Continuano ad arrivare notizie e testimonianze che dimostrano, purtroppo, che la Cina era al corrente dell’arrivo dell’epidemia del coronavirus già da molto tempo addietro. 

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Ci sono state parziali ammissioni da parte delle autorità governative, specialmente dopo la tragica morte dell’uomo che per primo lanciò l’allarme nello scorso dicembre a Wuhan, l’oculista Li Wenliang. Anche l’intelligence americana, nei mesi successivi, ha portato le prove del fatto che i cinesi hanno nascosto ampiamente il coronavirus. Prove che sono altalenate tra le dichiarazioni di Trump e le timide smentite degli uomini delle polizia.

Le prove fotografiche

Ora però ci sono ulteriori prove, evidenti e pubbliche, e riguardano delle fotografie satellitari. Che dimostrano come molto prima di dicembre, cioè nello scorso autunno, molti cittadini erano già al corrente che ci si stava aspettando qualcosa di molto importante e catastrofico a Wuhan, nella provincia dell’Hubei.

Nelle immagine recuperate nell’ambito di uno studio della Harvard Medical School, prodotto con la Boston University of Public Health e il Boston Children’s Hospital, si vede infatti, nelle riprese dei parcheggi intorno agli ospedali della megalopoli, un traffico sensibilmente aumentato. In particolare nei mesi da settembre a ottobre.

photo pixabay

La testimonianza in uno studio

Da questo punto di vista, non si può ancora dimostrare che l’aumento di pazienti e malati sia necessariamente legato all’epidemia del coronavirus, nonostante i sospetti siano certamente molti. Un’altra analisi, riguardante le ricerche effettuate dai cinesi in quel periodo sui motori di ricerca, dimostra che in quei giorni si stava verificando anche un aumento esponenziale di richieste di informazioni relative ai sintomi dovuti all’infezione di uno strano virus. Questo, molte settimane prima dell’inizio “ufficiale” della pandemia.

La testimonianza degli autori è stata riportata dal quotidiano Guardian, e mette in relazione ulteriori studi che spiegherebbero come l’emergenza sia iniziata ben prima del periodo indicato dalle autorità cinesi. E che molti, anche a livello cittadino, avessero già informazioni e timori, confermati dalle numerose visite in ospedale.

L’ipotesi che confermerebbe i sospetti

“Questi risultati confermano anche l’ipotesi che il virus sia emerso naturalmente nella Cina meridionale e che potenzialmente fosse già in circolazione al momento”, si spiega nel rapporto. Dove si aggiunge con chiarezza che qualcosa di anomale si stava sicuramente verificando.

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Stava succedendo qualcosa in ottobre“, ha poi incalzato il medico dell’ospedale pediatrico di Boston John S Brownstein. “Chiaramente, un certo livello di disagio sociale si stava verificando ben prima di quando venne denunciato l’inizio della nuova pandemia di coronavirus”.

Anche Beppe Grillo era a conoscenza?

Sospetti che si sommano alle foto circolate in rete di cittadini cinesi che indossavano la mascherina già molto prima dello scoppio della pandemia. Oppure al dubbio, paventato da molti in rete, che anche il leader del Movimento 5 Beppe Grillo stelle sapesse qualcosa. Infatti, ben prima che il coronavirus diventasse una realtà italiana e nel resto del pianeta, nel mese di dicembre e poco dopo l’incontro con l’ambasciatore cinese a Roma, Grillo è uscito per incontrare i giornalisti indossando una mascherina, ironizzando sul fatto che si stesse difendendo dal “virus” dei giornalisti. La vicenda è arrivata anche in Parlamento, causando un’interrogazione parlamentare.

Beppe Grillo con la mascherina dopo avere incontrato l’ambasciatore cinese a Roma. Che il comico sapesse già del coronavirus? – foto: Vista

La Cina ha tuttavia risposto allo studio della Harvard Medical School definendolo “ridicolo”. Ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying: “E’ incredibilmente ridicolo presentare una conclusione come questa basata su osservazioni superficiali come il volume del traffico su Internet”. Basterà la risposta delle autorità cinesi a dissipare ogni sospetto?

Giovanni Bernardi

fonte: corriere.it

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