Coronavirus, pesanti effetti sociali. Rischio usura e criminalità organizzata

La crisi del Coronavirus ha generato sofferenza economica per almeno sei milioni di famiglie in Italia. Molte di queste, sono finite esposte all’usura. 

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Oltre a queste, molte famiglie in Italia sono finite in uno d’insolvenza finanziaria o creditizia. L’allarme è stato lanciato dal segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo, in un messaggio inviato alla Consulta Nazionale Antiusura.

Il Coronavirus ha innescato una pesante crisi sociale

“Ci rendiamo conto che, per far fronte alla situazione generata dal Covid, occorrono interventi a vasto raggio, trattandosi di un’emergenza sanitaria che ha innescato, a sua volta, un’emergenza economica e sociale, con pesanti ricadute sulle persone, sulle famiglie, sulle imprese”, ha affermato il segretario della Cei.

La situazione sociale ed economica generata dal lockdown e dal blocco delle attività produttive in questi mesi di pandemia ha perciò portato molte sofferenze. E il futuro rischia di non essere affatto roseo, se la direzione continua ad essere quella di un incremento dei contagi, e di un’ulteriore stretta sulle misure sanitarie da adottare.

A pagarne gli effetti sono sempre i più deboli

Molti locali, bar, ristoranti, musei, teatri, cinema sono già entrati in profonda sofferenza. E se la vita sociale non riprenderà nel breve termine, continueranno ad esserlo sempre di più. Lo stesso per gli spostamenti e per i viaggi, che siano tra città regioni o tra Stati, per lavoro o per turismo.

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Se i cittadini dovranno restare a casa inevitabilmente anche il contesto economico complessivo finirà per deprimersi, e quindi molte famiglie si troveranno in difficoltà rispetto a scadenze e pagamenti. “Gli spostamenti e i viaggi per lavoro o per turismo ne risentono, i commerci fra gli Stati subiscono pesanti contrazioni con ulteriori ricadute sui sistemi produttivi e, quindi, sull’occupazione, innescando così una catena di effetti negativi”, è l’analisi del religioso.

Tra le difficoltà del Coronavirus, la piaga dell’usura

Che spiega senza timori che “le difficoltà socio-economiche avranno un forte impatto sulla vita delle persone. Diversi osservatori prevedono conseguenze drammatiche per le famiglie”. In tutto ciò si innesca la terribile piaga dell’usura. Un fenomeno criminale che porta ad approfittarsi delle sofferenze altrui, “le cui dimensioni non sono quantificabili a causa dell’ampiezza della domanda e dell’offerta”, ha tristemente spiegato Russo.

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Monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei – photo web source

“E’ un fenomeno ancora sommerso con pochissime denunce in tutta Italia. Le stime aggiornate della Consulta Nazionale Antiusura parlano di circa 2 milioni di famiglie in sovra-indebitamento e altre 5 milioni appena ‘sopra-soglia’, cioè in equilibrio precario tra reddito disponibile e debiti ‘ordinari’. Di queste, circa 800mila persone o 350mila famiglie sono nell’area dell’usura”.

Quarantamila aziende rischiano di finire alla criminalità organizzata

Un fenomeno che colpisce in particolare anche le aziende, alle prese con perdita di fatturato e mancanza di liquidità. I dati di Confcommercio dicono che in Italia ben quarantamila di queste potrebbero finire ben presto nelle mani della criminalità organizzata. Un problema che quindi per il segretario della Cei “richiede una presa di coscienza attenta e consapevole”.

Confessione
(photo websource)

“Soprattutto da chi ha responsabilità perché si eviti che chi versa in difficoltà sia costretto a rivolgersi a usurai senza scrupoli”. Politica, istituzioni, volontariato: tutti dovrebbero mettere in campo le proprie per affrontare questa piaga terribile. Di cui le vittime sono sempre i più deboli, chi è esposto cioè a “povertà, sofferenze, solitudini, emarginazione, tutte situazioni aggravatesi proprio con l’avvento del Covid“, ha spiegato Russo.

Giovanni Bernardi

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