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Covid esiste da settembre 2019. L’opinione di Palù fa riflettere

Il virologo Palù: nonostante le opinioni contrastanti sul Coronavirus, la verità è che la comunità scientifica purtroppo non ne conosce ancora quasi nulla.

Di conseguenza, anche volere prevedere cosa ci aspetta nel prossimo futuro è qualcosa di inutile e controproducente.  Lo ha certificato nero su bianco il virologo Giorgio Palù, professore emerito dell’Università di Padova e già presidente della Società italiana ed europea di Virologia, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale.

Coronavirus, il virologo Palù: è doveroso ammettere di non sapere

“Trattandosi del primo Coronavirus pandemico è difficile fare delle previsioni e per lo meno fantasioso prospettare ondate in successione. È doveroso ammettere di non sapere”, ha detto Palù. Il virologo si è scagliato anche contro l’informazione che, purtroppo, ha fatto passare in questi mesi per esperti virologi medici che non hanno in realtà nulla a che fare con la virologia.

“L’Italia non è mai uscita dalla prima ondata, come invece ha fatto la Cina, con una curva del contagio completamente azzerata ed un andamento perfettamente speculare della fase ascendente e discendente a tracciare una perfetta gaussiana”, è il commento del medico.

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Per il virologo il virus in Italia non ha mai smesso di circolare

Che ha spiegato: “Anche se a un tasso ridotto, il virus in Italia ha continuato a circolare anche d’estate. E la popolazione del Sud, che era stata risparmiata dalla pandemia che invece aveva colpito di più il Nord, non ha ancora gli anticorpi per resistere al virus. Avremo quindi diffusioni non uniformi e asincrone del contagio non solo in Italia ma nel resto del globo”.

La popolazione punta il dito, giustamente, contro la miriade di opinioni diverse tra loro. Troppe quelle che si sono sentite in questi mesi, e che continuano a sentirsi. La verità è che buona parte di queste persone non conoscono nulla di virologia. E di conseguenza non sono titolate a formulare opinioni su questo argomento. Da qui, il caos e la mancanza di comprensione e di credibilità della comunità scientifica.

L’accusa: troppe voci che non sanno nulla di virologia

“La virologia è una scienza esatta, che studia la genetica e la riproduzione dei virus. L’interazione tra virus, ospite e sistema immunitario. I meccanismi di malattia, i bersagli di nuovi farmaci, il disegno di vaccini innovativi oltre che occuparsi di diagnosi e monitoraggio terapeutico”, ha spiegato Palù.

“L’importanza della virologia è dimostrata dai numerosi premi Nobel per la fisiologia o la medicina assegnati ai virologi per scoperte fondamentali; vorrei ricordare tra questi anche gli Italiani Salvador Luria e Renato Dulbecco e i tre vincitori del Nobel di quest’anno”.

L’origine del virus è artificiale? Possibile, ma non ci sono prove

Per quanto riguarda l’origine del virus, il medico non esclude una natura artificiale ma allo stesso tempo ammette che non esistono ancora prove su questo. “Certo è che questo virus, che discende da un virus del pipistrello per il 96% del suo genoma, ha acquisito delle sequenze affatto peculiari che lo hanno reso adatto ad infettare l’uomo che è ora diventato il suo ospite naturale”, ha spiegato.

Per il virologo la diffusione del virus è stata particolarmente alta in Lombardia per diverse ragioni particolari. “Elevata densità abitativa, intasamento dei pronto soccorso, eccesso di ricoveri ospedalieri in mancanza di un filtro territoriale, conseguente diffusione nosocomiale del contagio anche per assenza di adeguati dispositivi di protezione e successiva esplosione in comunità”.

Il virologo Giorgio Palù – photo web source

Tante le questioni oscure. Palù: il virus circola da settembre 2019

Problemi come mancate autopsie e intasamenti delle terapie intensive restano tuttavia ancora del tutto oscuri e inspiegati. “Credo che quanto accaduto sia in larga misura conseguenza di come è stata gestita la pandemia, più come problema assistenziale in una competizione pubblico-privato che come emergenza di sanità pubblica”, ha commentato il medico.

Il nostro sistema sanitario era impreparato, si trattava comunque di patologia causata da un nuovo virus, il primo Coronavirus pandemico, della cui insorgenza i cinesi avevano dato informazione molto tardiva”, è la sua chiave di lettura.

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“Sembra infatti dall’analisi del genoma, che come un orologio traccia il percorso evolutivo del virus, Sars-Cov2 circolasse da uomo a uomo sin da settembre 2019, ma l’Occidente lo ha saputo solo a gennaio 2020″.

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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