Sono passati, ormai, mesi da quando è cominciata questa brutta storia del contagio da Coronavirus.
E sono passati quasi due mesi, da quando ascoltavamo increduli la notizia del primo contagiato italiano. Era Mattia, un uomo di 38 anni, messo in terapia intensiva a Codogno (Lodi), inizialmente, e poi trasferito, in gravissime condizioni, all’ospedale San Matteo di Pavia. Le poche notizie su Mattia dicevano che era un atleta; che aveva cenato, giorni prima, con amici provenienti dalla Cina e che aveva una moglie. Per lei, soprattutto, eravamo in apprensione, perché era incinta e all’ottavo mese!
Tutte le persone vicine a Mattia furono sottoposte al test del Covid-19 e la moglie risultò positiva, ma -grazie a Dio- asintomatica. Dopo un primo periodo in cui sembrava che le condizioni di salute di Mattia fossero troppo compromesse, lui ha cominciato a riprendersi e, solo pochi giorni fa, è uscito da quell’Inferno.
Quello che è accaduto intanto, a tantissime altre persone, a noi, lo sappiamo tutti. Il contagio è diventato pandemia e i morti si contano a malapena. Mattia, piano piano, si è ripreso de, ora, è salvo ed è anche diventato papà!
Un’ottima notizia, ci giunge, dunque, dalle parti di Lodi: è nata Giulia, la figlia di quello che sarà definito per sempre il “paziente 1” di Codogno. A lui vanno i nostri migliori auguri e un ringraziamento particolare a Dio, per aver protetto questa piccola creatura. Oggi, lei rappresenta la speranza di una nuova vita, che si fa avanti tra il disagio della morte diffusa e le angosce per questo periodo così tragico, per il mondo intero.
Leggi anche – Coronavirus: “Non siamo invincibili”, l’appello di Mattia ai giovani
Antonella Sanicanti
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