Coronavirus, Monsignor Ricciardi: “Preghiamo per i familiari dei malati”

    Monsignor Ricciardi ha cercato di trarre spunto dalle letture del giorno per dare un messaggio di speranza alla popolazione in questo periodo difficile.

    (Websource/Archivio)

    Alla fine della cerimonia il Monsignore ha chiesto a tutti i fedeli di pregare per i familiari delle vittime.

    Messa al Divino Amore

    Continuano gli appuntamenti con la Messa Vespertina alla Cappella del Divino Amore di Roma. A presiederla, ieri sera, è stato il Vescovo Ausiliario di Roma Paolo Ricciardi. Il Monsignore ha preso spunto dalle letture del giorno, utilizzando prima le parole di Isaia e successivamente quelle dell’Evangelista Giovanni per ispirare i fedeli, invogliarli a vedere in questo tempo di difficoltà un’occasione per migliorarsi, uno step che precede un momento di rinascita.

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    Citando Isaia dice: “Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra, non si ricorderà più il passato, non si vedranno più in Gerusalemme voce di pianto grida di angoscia. Il profeta Isaia ci da oggi un annuncio di grande speranza, di gioia, di salvezza, sullo sfondo di questo testo c’è l amarezza di Israele per la ferita che pare insanabile dell’esilio in Babilonia e delle sue conseguenze. Sembra l’esperienza di oggi, le ferite di questo tempo che hanno il sapore dello smarrimento e dell’incertezza per l’oggi e per il domani“. Per noi tale speranza, evidenzia, è Gesù Cristo.

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    Monsignor Ricciardi: “Preghiamo per i familiari delle vittime”

    Parlando di speranza commenta il Vangelo del giorno, quello in cui si parla del ritorno in Galilea e della richiesta del funzionario del Re: questo lo implora di salvare il figlio del sovrano. Di fronte ad una simile fede, Gesù non può rimanere impassibile e gli dice che il bambino sopravviverà. L’uomo non vuole sapere altro e si mette in cammino. Ecco che noi in questo periodo diventiamo come quell’uomo che si affida totalmente a Dio: “Oggi il Signore e chiede a noi di metterci in cammino, di rimettere in moto la fede forse troppo a lungo nascosta da un apparenza formale o da occasione di circostanza: siamo chiamati a muoverci verso Gesù e poi verso casa certi di non essere soli”.

    Nel concludere l’omelia Monsignor Ricciardi esprime la propria solidarietà ai familiari delle vittime e chiede ai fedeli di dare loro sostegno con la preghiera: “Oggi preghiamo in particolare per tutti i familiari delle persone malate: sappiate che la vostra sofferenza è un cammino che genera i vostri cari alla vita come un nuovo parto, non siete soli in questa battaglia noi preghiamo con voi e per voi perché Dio ci risollevi e ci dia vita“.

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    Luca Scapatello

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