Una Pasqua particolare quella di quest’anno caratterizzata o meglio sconvolta dalla pandemia da Coronavirus.
In questa situazione di quarantena e di isolamento collettivo sono molti, moltissimi i gesti di carità che si sono registrati. Anche in ambito di fede.
Per non far mancare il sostegno della preghiera sacerdoti, laici e persino medici si sono organizzati anche in modo molto originale. L’ultimo episodio degno di nota arriva dalla Toscana e precisamente da Prato.
Il dott. Filippo Risaliti dover ascoltato le parole di Papa Francesco ha voluto parlare con i suoi colleghi di ospedale. Il pontefice nel concedere l’Indulgenza Plenaria si è rivolto proprio ai sanitari chiedendo loro di essere intermediari della Chiesa per i malati. Da qui l’idea avallata dal vescovo Nerbini.
Tutti i medici presenti a Pasqua nell’ospedale di Prato hanno così ricevuto l’incarico temporaneo di ministri straordinari dell’Eucarestia ed hanno potuto distribuire ai malati di Coronavirus il Corpo di Cristo.
“Ho pianto assieme ai pazienti – ha raccontato Risaliti – Gli ospedali sono luoghi di cura, ma non possiamo pensare di separare il corpo dallo spirito: mi rendo conto che nella lotta al Coronavirus il nostro sforzo è troppo indirizzato a combattere i mali fisici dei pazienti”.
“Ci siamo avvicinati ai letti e a coloro che lo volevano consegnavo l’ostia” ha proseguito il medico. Lo abbiamo fatto anche in rianimazione dove un collega, ai pazienti intubati, “ha letto la preghiera”: uno, non intubato, “ha chiesto e ottenuto l’ostia”. “È stato un momento di grande commozione, ci siamo uniti in un pianto con i pazienti”.
Un gesto piccolo ma straordinario che ha portato conforto in chi soffre da solo in un letto di ospedale
Cristiano Sabatini
Fonte: Ansa
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