Ritorna il Coronavirus, e il grande errore è stato la mancanza di prevenzione in questi mesi. Crisanti aveva consegnato un piano al Governo, ma è stato ignorato.
La strategia per affrontare la nuova ondata era insomma arrivata in mano all’esecutivo lo scorso 20 agosto, ma non è stata utilizzata. Un grave errore che ora rischia di costare nuovamente molto caro. Ancora una volta, infatti, l’Italia si trova impreparata di fronte all’allarme. Nonostante il dovere delle istituzioni pubbliche di mettere in atto un piano adeguato e all’altezza per fronteggiare la pandemia con il minor numero di effetti negativi.
Il professore Crisanti, virologo dell’Università di Padova, da settimane va ripetendo gli stessi concetti, e g. Già da tempo aveva tratteggiato gli scenari che ci si sarebbe trovati di fronte in questi mesi. Suggerendo, in seguito, precise azioni di intervento, che però sono rimaste lettera morta.
Tra queste, il tracciamento automatico di tutte le persone che vivono insieme ai positivi. E un sistema di tamponi diffusi, se necessari anche fino a quattrocentomila al giorno. Per Crisanti in questo modo il Paese si sarebbe trovato molto più preparato all’attuale situazione.
Il piano è stato peraltro integralmente pubblicato dalla rivista del think-thank “Lettera150”. Si tratta di un gruppo nato dall’incontro di circa 250 accademici di diverse discipline, tra cui lo stesso prof. Crisanti, nato proprio in seguito al primo lockdown.
Lo stesso professore ha commentato in maniera amareggiata questo fatto. “Non ho più avuto riscontri alla mia proposta”, ha spiegato. “Ora a distanza di quasi tre mesi vengono emanati nuovi decreti del presidente del consiglio, destinati ad impattare sulla nostra qualità della vita e sulle nostre attività lavorative, subiti pazientemente con la speranza che possano contribuire a diminuire il contagio”, è la triste constatazione.
Il punto è che ancora una volta il Governo cerca di rimediare al danno fatto cercando di bloccare tutti in casa, al fine di abbassare il numero di contagi. Ma poi il vero problema, spiega l’epidemiologo, è capire come continuare a mantenerli bassi. Altrimenti è tutto inutile.
Vale a dire che c’è bisogno di mettere in piedi un sistema di contenimento del contagio e di controllo che possa permettere di vivere in sicurezza all’interno di una situazione di rischio pandemico. “Ancora una volta, tuttavia, si persiste nell’errore di non chiedersi come, ridotto il contagio con misure progressivamente restrittive, si faccia a mantenerlo a livelli bassi”, è quanto afferma Crisanti.
“La mancata risposta a questa domanda ci condannerà a una altalena di misure restrittive e ripresa di normalità che avrà effetti disastrosi sull’economia, l’educazione e la vita di relazione”. Ancora più nette sono le affermazioni dell’ordinario dell’Università di Torino e coordinatore di Lettera150 Giuseppe Valditara.
Per Valditara, infatti, in questi mesi “è mancato il coordinamento e la pianificazione delle azioni necessarie da parte del governo, che ben può sostituirsi anche a organi come Regioni e Comuni, come prevede espressamente la Costituzione, nel caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica”.
“Dai trasporti alla sanità, ci siamo fatti cogliere di nuovo impreparati. E le responsabilità sono ricadute tutte, di nuovo, su singoli cittadini ed enti locali”.
Giovanni Bernardi
Al termine di questa giornata, rivolgiamo il cuore al Padre, al Figlio e allo Spirito…
Nono e ultimo giorno della Novena: eleviamo la nostra preghiera in ringraziamento alle Anime Sante…
Oggi la Chiesa celebra tutti i Santi: quelli canonizzati e quelli che vivono nella gloria…
Iniziamo questa giornata lodando la Santissima Trinità e chiedendo che il suo amore trasformi il…
Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco riflette sulle Beatitudini, al centro…
Quando arrivano le ore più buie, affidiamoci a Maria, Madre premurosa, perché ci protegga nelle…