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Coronavirus, dati in rialzo: il governo pensa allo stop di regionali e scuola

In questi giorni la curva dei contagi da Coronavirus sta lentamente risalendo. C’è chi parla dell’ipotesi di rinvio delle prossime elezioni e dell’inizio della scuola. 

La curva epidemica in crescita preoccupa e non poco l’esecutivo italiano. Tuttavia c’è anche qui, dalle fila dell’opposizioni, teme il rischio di un utilizzo dei dati che parlano di un rialzo per implementare strategie favorevoli ai propri interessi.

Le parole del consulente del governo che creano timore

Le prossime elezioni, infatti, rischiano di essere un colpo basso per il governo in carica. Qualora i risultati delle urne decretino infatti una punizione dell’attuale compagine di governo, la legittimazione popolare rischierebbe di indebolirsi pesantemente, in un momento storico in cui si è scelto di prendere decisioni fortemente inattese e sotto molti aspetti anche impopolari, nonostante le lodi della comunità internazionale.

Il consulente del governo Walter Ricciardi durante un programma televisivo lo ha infatti spiegato in maniera chiara: “Se abbassiamo la sicurezza, inevitabile la crescita dei casi”. Per questa ragione da oggi negli aeroporti di Malpensa si è cominciato a fare tamponi per tutte le persone che vengono da Spagna, Grecia, Croazia e Malta. Mentre nel frattempo nel resort della Maddalena sono saliti a 26 il numero dei contagi positivi.

Il consulente del governo Walter Ricciardi durante una trasmissione televisiva si è lasciato scappare che il governo sta pensando di rinviare le elezioni e il ritorno a scuola a settembre – foto web source

Coronavirus, crescono i contagi in Italia. Si rischiano nuove chiusure?

Ieri in Italia sono stati infatti registrati 642 nuovi positivi. Il che lasciano molti dubbi sulla situazione che ci si troverà di fronte a settembre, con il rientro delle scuole. Ricciardi dopo avere affermato che il rientro in classe a settembre potrebbe essere in qualche modo ancora dubbio, ha poi provato a correggere il tiro, spiegando: “Intendevo negli altri Paesi”.

Ma le sue parole hanno subito generato dubbi e incognite. In ogni caso il tema è “l’abbassamento della guardia”, che rischia di portare a nuove chiusure e a nuove quarantene, che tuttavia rischierebbero di mettere in ginocchio l’intero paese.

La necessità di contenere il contagio o il dramma di un nuovo lockdown

Per contenere il contagio, ha continuato Ricciardi, rischiano di essere in dubbio perciò, oltre alle scuole, anche le prossime elezioni regionali. “Dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata. Da noi si è rialzata poco. Ma in altri Paesi come la Spagna e la Croazia si è rialzata moltissimo. Ecco, in quei Paesi oggi non si potrebbe votare. In Italia ancora sì”.

MELBOURNE, AUSTRALIA – JUNE 29: A member of the ADF (Australian Defence Force) administers a COVID-19 test at Melbourne Showgrounds on June 29, 2020 in Melbourne, Australia. (Photo by Darrian Traynor/Getty Images)

Per Ricciardi, si potrà tornare al voto solo a patto che “tutte le fasce di età, specie quella tra i 20 e i 40 anni, rimodificano positivamente i propri comportamenti. Se questo viene fatto, sicuramente si potrà andare a votare e riprendere la scuola. Se invece questo non succede e la circolazione del virus riaumenta, ci troveremo nelle condizioni, come in altri Paesi, in cui queste attività sono messe a rischio. Speriamo di no”.

Coronavirus, il caso del resort Santo Stefano e quello del Veneto

Un altro caso al centro dell’attenzione è quello che riguarda il resort di Santo Stefano. Lì 470 persone sono in quarantena e 26 persone sono state riscontrare positive al seguito della scoperta di un singolo caso di Coronavirus all’interno della struttura. Il sindaco della Maddalena Luca Carlo Montella ha spiegato che si tratta di 25 persone dello staff e un solo turista, e che tuttavia al momento si trovano, al di là della positività al virus, in un buono stato di salute.

Per quanto riguarda tuttavia l’impiego di mascherine a scuola il Veneto ha alzato le barricate, e ha affermato che non chiederà ai bambini l’utilizzo in classe delle stelle. “E’ una tortura durante la lezione, in caso servirà nei luoghi di assembramento”, ha dichiarato Elena Donazzan di Fratelli d’Italia, assessore regionale all’istruzione.

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha affermato che non renderà obbligatorio l’uso delle mascherine nelle scuole venete – sourceweb

Parole confermate dal presidente di Regione Luca Zaia. “Sono contrario a chiedere di indossare la mascherina ai bambini… 6 anni, 6 anni e un giorno, 7 o 8 anni non cambia, stiamo parlando di bambini che devono portare la mascherina 6 o 8 ore”, ha detto Zaia.

Giovanni Bernardi

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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