Purtroppo, con il diffondersi della pandemia del coronavirus, anche altre malattie come colera, morbillo e difterite hanno cominciato ad attaccare.
Si tratta di uno degli effetti collaterali che pare stiano interessando la popolazione mondiale. Tra questi, il morbillo, il colera e anche un ceppo mutato della poliomelite. Il New York Times ha infatti spiegato come questo sia stato possibile.
Il fatto che con il coronavirus sia arrivata anche la quarantena, che ha portato alla chiusura degli ambulatori, alla sospensione delle vaccinazioni e una carenza di distribuzione dei farmaci, ci sono state fasce importanti delle popolazione rimaste scoperte.
Infatti molti richiami non è stato possibile eseguirli proprio per una carenza di farmaci, come anche del personale medico, impegnato giorno e notte a combattere contro la crisi dovuta al coronavirus.
Tutto ciò pare che abbia portato a un’innalzamento significativo delle infezioni di colera in paesi come Camerun, Mozambico, Bangladesh, Yemen e Sud Sudan. Per non parlare, poi, della nascita di focolai di difterite in Nepal, Pakistan e Bangladesh e Nepa.
Si tratta, nello specifico, di un ceppo mutato del virus della poliomielite in decine di Paesi. Un nuovo focolaio di Ebola è infine emerso in Congo. Il diffondersi del morbillo è stato registrato in Bangladesh, Brasile, Cambogia, Repubblica Centrafricana, Iraq, Kazakistan, Nepal, Nigeria e Uzbekistan.
Per questo il New York Times ha spiegato che l’Oms continua a consigliare di fare prevenzione e di vaccinarsi. Anche se gli ostacoli sembrano essere molti. Le forniture infatti continuano a risultare particolarmente difficili da reperire, come anche il personale medico.
L’idea che possa verificarsi una nuova ondata crea un alone d’incertezza che rischia di mandare il sistema sanitario nel pallone. Il presidente di Medici Senza Frontiere in Africa Centrale, Chibuzo Okonta, ha affermato che “il rischio ora è che un’epidemia in pochi paesi uccida più bambini del Covid-19”.
Sono stati ventinove i Paesi che hanno sospeso le campagne vaccinali a causa della pandemia, e di questi, 18 hanno fatto registrare nuovi focolai epidemici. Sessantuno casi di poliovirus di tipo 1 sono stati riscontrati in Pakistan e Afghanistan.
Il poliovirus di tipo 2 mutato dal vaccino orale è inoltre comparso in Ciad, Ghana, Etiopia e Pakistan. Tra questi paesi, ci sono però anche quelli che, seppur lentamente, stanno cercando di fare ripartire le vaccinazioni.
In Uganda il governo ha consegnate motociclette agli operatori sanitari. In Brasile le farmacie hanno distribuito vaccini dalle automobili. Sette Stati africani hanno ricevuto vaccini da parte dell’Unicef, che ha dovuto noleggiare un volo.
L’Alleanza internazionale per i vaccini Gavi ha sostenuto che, qualora entro tre mesi la pandemia passasse definitivamente, nel giro di un anno e mezzo la comunità internazionale potrebbe rimettersi al passo con le vaccinazioni.
Giovanni Bernardi
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