Coronavirus, allarme Oms: “A ottobre e novembre, boom di casi e decessi”

L’esperto dell’Oms Hans Kluge spiega che la pandemia di Coronavirus è tutt’altro che sconfitta e che nei prossimi due mesi ci sarà un boom di casi e decessi.

Direttore della sezione europea dell'Oms
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Il direttore della sezione europea dell’Oms, ha anche sottolineato come i tempi per la diffusione di un vaccino al momento siano incerti.

Coronavirus, nuovo boom di casi ad ottobre e novembre?

Tra marzo e maggio di questo 2020 l’Italia ed il resto del mondo hanno vissuto un vero e proprio dramma. La prima ondata di casi di Coronavirus ha infatti destabilizzato i sistemi sanitari nazionali e portato un bilancio di vittime tragico. Nel nostro Paese la fase acuta è passata proprio a maggio e fino a metà agosto non è stato registrato alcun aumento di diffusione del virus. Una situazione idilliaca, sopratutto se messa a confronto con quanto succedeva negli Usa, in Brasile e in India.

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Emergenza superata? E’ ancora presto per dirlo, anche perché proprio dalla metà di agosto il numero di casi giornalieri è salito sino ad attestarsi ai 1.500 di media ogni 24 ore. In leggero aumento, per il momento non preoccupante, anche i ricoveri in terapia intensiva ed i decessi. Se la situazione dovesse rimanere questa, dunque, la pandemia sarebbe gestibile e non saremmo costretti a rivivere momenti di autentica paura come quelli vissuti tra marzo e aprile. Ipotesi molto positiva, alla quale però non dovremmo aggrapparci secondo l’esperto dell’Oms Hans Kluge.

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Hans Kluge: “Record di casi e decessi ad ottobre e  novembre”

In una recente intervista concessa all’agenzia di stampa francese ‘Afp’, il direttore della sezione europea dell’Oms ha spiegato che il peggio deve ancora arrivare: “Ci sarà un boom di casi e faremo i conti anche con un tasso di mortalità più alto“. Sebbene l’aumento dei casi al momento non sia corrisposto a quello della mortalità, Kluge spiega che non bisogna illudersi, anche se “Siamo in un momento in cui la gente non vuole sentire queste notizie”.

 

Kluge invita anche a non fare troppo affidamento sui vaccini, poiché al momento non ci sono certezze: “È prematuro sbilanciarsi non sappiamo se un eventuale vaccino faccia effetto su l’intera popolazione. I riscontri sono contrastanti: su alcuni positivi, su altri meno. Inoltre, quando avremo il vaccino, subentrerà il problema della mole degli ordini e quindi della distribuzione”. Insomma, con tutte queste incognite, secondo Kluge al momento l’unica cosa che possiamo fare è imparare a convivere con il virus.

Luca Scapatello

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