Corea: inizia il processo ‘Nazionale’ di beatificazione dei martiri

 

 

 

Dopo aver ottenuto il permesso dal Vaticano di rendere il processo di beatificazione dei martiri nazionale anziché diocesano (trattandosi di parroci e fedeli appartenenti a varie diocesi), ieri la Diocesi di Seul ha reso noto che il processo di beatificazione è iniziato per due gruppi di martiri: il primo risalente al periodo della prima evangelizzazione (1785-1879) ed il secondo facente parte dello scorso secolo a partire dal 1901.

Per quanto riguarda il primo gruppo di martiri c’è da verificare la presenza tra loro di Tommaso Kim Pem-ou, di lui si sa che è morto in esilio, ma non sono certe le motivazioni di questa pena. Il membro che spicca tra i 133 tra laici e ordinati che sono stati vittime di persecuzione della dinastia Joseon è sicuramente Giovanni Battista Yi Byeok, nobile dignitario del paese asiatico che dopo la sua conversione è stato prima perseguitato e poi ucciso insieme a tutti i membri della sua famiglia. Altro personaggio di spicco è Alessio Hwang Sa-yeong, un uomo dalla fede granitica che venne punito in maniera esemplare per scoraggiare la pratica del cattolicesimo (si narra che fu ucciso con i linghi, ovvero con gli arti legati a quattro differenti animali).

Il secondo gruppo di martiri fa parte de XX secolo e la loro persecuzione è legata a doppio filo all’emergere del partito comunista in Corea. Se infatti alcuni di loro fanno parte del massacro di Jeiu del 1901, gli altri sono vittime della persecuzione voluta dal neo partito comunista formatosi in seguito alla divisione della nazione in due parti. Tra questi viene ricordato primariamente il Vescovo di Pyongyang, emblema della lotta in difesa del diritto religioso. Ma anche Giuseppe Kim Sun-young, la sua storia di dolore comincia quando fu mandato come missionario in Cina nel 1930, qui conosce la prigionia e la fame, solo nel 1972 viene rilasciato ma muore in Corea di stenti.

Tra le 81 vittime del regime comunista non ci sono solo preti e vescovi, ma anche praticanti laici presi di mira per la loro fede. La persecuzione coreana è una delle più violente dell’epoca moderna ed è forse per questo è la prima volta che un tribunale per la causa dei Santi si occupa di un processo di beatificazione risalente all’epoca moderna. Intervistato da ‘Asianews’ il Monsignor Lazzaro parla di questo importante processo e dei suoi tempi tecnici: “Ci vorranno almeno 10 anni per giungere alla beatificazione e alla canonizzazione, ma per i nostri fedeli, queste persone sono già sante” poi aggiunge un commento sul significato che questo ha per le diocesi sparse in Corea e per i suoi fedeli affermando come sia determinante per: “La preghiera dei fedeli e il loro desiderio di seguire lo spirito dei martiri”.