Il Consiglio Ecumenico delle Chiese prega per le donne, vittime di violenza

Il Consiglio Ecumenico delle Chiese prega per le donne, vittime di violenza
Violenza

Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) è l’organo che si occupa di curare il dialogo tra tutte le chiese cristiane sparse nel mondo.
Una loro sezione si sta occupando, da tempo, di raccogliere testimonianze, che possano dare il giusto rilievo alle, ormai, innumerevoli e tragiche vicende, che riguardano le donne, vittime di inaudita violenza, in troppi luoghi del pianeta.

“In tutti i paesi che abbiamo visitato sino ad ora, abbiamo ascoltato storie di violenza che non eravamo preparate ad ascoltare”.
E’ ciò che ha detto Isabel Apawo Phiri, la Vice Segretaria Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Sono esperienze e vicende traumatiche, che nessuna donna dovrebbe mai subire; alcune sono inimmaginabili e descrivono una società maschilista e predominante, in cui la donna è considerata men che nulla ed è continuamente sottoposta alle crudeli azioni degli uomini.

Per questo motivo, il Consiglio Ecumenico delle Chiese ha dato il via ad una particolare iniziativa, a partire dal 31 Maggio.
Da quel giorno, ogni giovedì, il Consiglio Ecumenico delle Chiese pubblicherà, sul suo sito Web, una preghiera per le donne, che poi sarà diffusa anche tramite i Social Media.
E’ il gruppo “Pilgrim teams”, in particolare, ad occuparsi della preghiera, suggerita dalla loro esperienza in campo.

E’ questo gruppo, infatti, ad aver visitato molti posti, nel mondo, in cui le donne sono costrette a continue violenze, senza nemmeno poter dire la loro o ribellarsi; sono donne che subiscono continui soprusi, molestie sessuali, stupri, violenze domestiche.
Le preghiere saranno per loro, per le loro situazioni. Le loro testimonianze, davvero terrificanti, parlano di donne annientate, che restando in piedi, in vita, solo grazie alla fede in Dio, in cui possono rifugiarsi e trovare un po’ di pace.
Ultimamente il “Pilgrim teams” ha viaggiato attraverso la Nigeria (nell’Agosto del 2017), il Burundi (nel Dicembre del 2017), la Colombia (lo scorso Febbraio).

Antonella Sanicanti