La manipolazione degli ovuli di una donna è ormai routine, come sembra esserlo la convinzione di poter procreare quando più se ne ha voglia.
“Io non voglio figli ora, devo fare ancora un sacco di rock ‘n roll. La maternità non è un obbligo, ognuno ha il suo percorso. Può succedere che una donna voglia dedicarsi a se stessa. E poi anche l’età delle madri è cambiata”.
Queste sono le dichiarazioni di Emma Marrone, a cui ne segue un’altra: “Oggi abbiamo la possibilità di congelare gli ovuli e conservarli”! Certamente, chi ne ha la possibilità (economica, in primo luogo) potrebbe farlo: congelare i propri ovuli, per poter decidere, in tutta tranquillità, il momento esatto in cui diventare mamma! Sarà, sicuramente, un momento scelto opportunamente, incastrato tra i vari impegni di lavoro, che potrebbero mandare avanti la carriera!
Dunque, è a questo che si riduce il ruolo di madre nella società odierna? Essere madre non è più un “sentimento”, non è più una missione, non è più nemmeno un ruolo nell’ambito della famiglia, ma un evento programmato e deciso, insieme ad altri mille eventi. Sarà, allora, quella una decisione che avrà uno scopo appagante, quello del desiderio egoistico di una donna che partorisce un bambino per se stessa.
Dimentichiamo forse che non siamo noi – uomini e donne – i padroni della vita e ci illudiamo grandemente, se ci ostiniamo a far finta di poter gestire ogni cosa. La nostra presunzione non ci autorizza a fare ciò che vogliamo, senza tener conto dei valori morali indiscussi e del rispetto per gli altri che verranno dopo di noi.
Antonella Sanicanti
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