Confessioni di un’adolescente: “Credo in Dio e a tanti questo proprio non va giù”

Un’adolescente si confessa, ma quanti sono i ragazzi che si trovano nelle sue stesse condizioni? Credere in Dio non è un difetto, anzi.

ragazza che guarda l'orizzonte
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La storia che stiamo per raccontarvi è quella di Sabrina. Un’età particolare quella dell’adolescenza, che inizia a farci capire qual è il nostro posto nel mondo. Non sempre ci si sente adatti, specialmente quando si dichiara “di esser credenti”.

“Io credo in Dio”, ma mi sento diversa dagli altri

A 13 anni, Sabrina inizia a fare i conti con la sua vita. Una ragazzina semplice, senza grilli per la testa, che frequenta la scuola media e che non ama la confusione ma lo stare in compagnia. Apparentemente nulla di anormale, se non fosse per il suo “sentirsi diversa” dagli altri. Il motivo? Il suo credere in Dio.

Mi chiamo Sabrina, ma questo lo sappiamo già. Di me posso dire che ho 13 anni e frequento la Terza Media […] Mi piace portare anelli e collane, vestirmi bene, mi piace andare bene a scuola.

Sono timida, non sembra però non faccio amicizia molto facilmente. Con i miei compagni di classe, ad esempio, ho stretto un rapporto solo dopo tre anni di scuola, con alcuni anche di più. Questo aspetto di me mi fa stare molto male, mi arrabbio sempre con me stessa perché non riesco a fidarmi degli altri” – inizia a scrivere la giovane.

Sabrina e le domande dell’adolescenza

Sabrina sta entrando nell’età adolescenziale. Una fase di crescita importante e delicata allo stesso tempo. Inizia a farsi domande, a guardarsi allo specchio, a cercare di capire le sue ansie e le sue paure: “Ho paura di essere ferita, di non piacere per come sono, perché mi sento diversa, non lo dico perché nella maggior parte dei temi in classe si dice così. Lo dico perché è la verità” – continua.

Ma perché si sente tale? “Mi sento diversa perché credo in Dio e a tanti questo proprio non va giù. Mi sento diversa per il mio stile di vita, perché non dico parolacce, non mi piace lasciarmi andare. Mi sento diversa per il mio modo di vedere le cose” – scrive.

Diversa perché credo in Dio

Inizia a capire che lei ha una marcia in più. La sua forza e la sua fede la differenziano dagli altri: “Sto imparando a confrontarmi con opinioni differenti dalle mie e ad accettarle anche se non mi piacciono. Sto imparando che non posso cambiare tutto quello che mi circonda, che posso dire la mia e poi… basta. Questo mi piace” – commenta Sabrina.

Le piace divertirsi sì, ma non stare nella confusione. Cosa c’è di male? “Voglio divertirmi certo ma non in maniera pericolosa, non sfidando le regole e l’autorità di chi ci vuole bene”.

“Parlo sempre, ma quando prego il silenzio è con me”

Certo, inizia anche a porsi domande su di sé, a partire dalla sua fisicità: “Non piace il mio aspetto fisico, soprattutto la mia pancia, però sto imparando ad accettare anche quella. Mamma mi dice sempre: “Accettati come sei, perché vai benissimo così”. Io ci provo, però forse ho più paura di ciò che gli altri pensano di me che io di me stessa […]

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A me piace parlare. Parlo tra me e me centinaia di volte al giorno, parlo mentre vedo una serie a pc, parlo per commentare un libro, parlo mentre mangio, mentre mi spoglio e in tutti i momenti della giornata… Però ci sono dei momenti in cui sto zitta. Quando prego”.

La preghiera: un momento importante nella vita della ragazza: “In quel momento io sono quella che ascolta mentre Qualcun altro parla. Eccomi, io sono così. Non so se può bastare, e non importa se non sono come tanti altri. Sono io e forse mamma ha ragione quando dice che vado bene così come sono”.

Fonte: puntofamiglia

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ROSALIA GIGLIANO

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