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Commento al Vangelo di oggi 18 Agosto: non c’è pace senza fuoco e divisione

“Non c’è pace senza fuoco e divisione” Come meditare il Vangelo di oggi? Il nostro Padre Guy ci offre una chiave di lettura alla Parola di oggi.


La meditazione del Vangelo di questa domenica 18 di Agosto 2019 del nostro Padre Guy. Un momento per comprendere meglio il significato contenuto nella Parola di oggi.

Commento al Vangelo secondo Luca 12,13-21

L.d.M. – In questa ventesima domenica del tempo ordinario, il liturgista ci pone dinanzi ad brano di Luca non molto semplice da comprendere. Padre Guy cosa vuole dirci dice la Parola di oggi?

Perché Gesù doveva venire?

P. Guy – Carissimi fratelli e sorelle, Dio della misericordia vi benedica, pace e bene. La liturgia di questa domenica ci invita a rispondere alla domanda: perché Gesù doveva venire? Come il profeta Geremia nella prima lettura, Gesù è considerato, dai sommi sacerdoti, dagli scribi, come il nemico del popolo e merita la morte. Lo uccideranno, poi risorgerà il terzo giorno secondo le Scritture; siederà alla destra del Padre. Da lì manderà lo Spirito Santo, fuoco che verrà a rinnovare la faccia della terra. “Sono venuto a gettare un fuoco sulla terra”.

L.d.M. – Cosa vuol dire questa frase?

P. Guy – Questo fuoco non riguarda soltanto lo Spirito Santo. Tra i suoi insegnamenti e le sue parole Luca testimonia alcune convinzioni di Gesù espresse a voce alta: confessione e profezia: “gettare il fuoco” e “portare la divisione”. Questa è la ragione della sua “venuta” da Dio sulla terra: è venuto a gettare fuoco!

L.d.M. – Una frase molto forte

È evidente che qui il linguaggio di Gesù è parabolico, che non parla del fuoco divorante che brucia e terrorizza ma di un altro fuoco, di una forza divina che egli è venuto a portare tra gli umani e che desidera si manifesti e agisca. L’esperienza della presenza e dell’azione di Dio è sentita da Gesù come fuoco che brucia, illumina e riscalda, ed egli deve essere ricorso più volte a questo linguaggio simbolico.

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Il Vangelo di oggi ci dice che fuoco porta Gesù

L.d.M. – Qual è, o meglio cos’è dunque questo fuoco?

P. Guy – In effetti, il fuoco è il potere di Dio che purifica; è il potere di trascendenza e di santità di Dio che va bruciando l’impurità degli uomini, che distrugge l’arroganza dei superbi, degli orgogliosi; il fuoco di Gesù è il giudizio di Dio sulla terra.

L.d.M. – Gesù nella sua venuta ha dunque una missione ben precisa. Come ce la illustra questo brano?

P. Guy – La missione di Gesù, portando il fuoco, consiste nel purificare la vecchia comunità d’Israele, nel purificare ognuno di noi, separando il grano dalla paglia, bruciando il cuore di pietra creando il cuore di carne; distruggendo “l’io” lasciando emergere “il noi”; facendo di noi una nuova creatura.

Battesimo e fuoco: una cosa sola

L.d.M. – Gesù dopo aver detto “di portare il fuoco” aggiunge “Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto”. Cosa ci dice in questo versetto?

P. Guy – Qui ci ricordiamo del pensiero di Giovanni il Battista che diceva “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,16). Per Gesù il battesimo ed il fuoco si identificano. Perciò quando dice che deve essere battezzato, Gesù vuole dire che deve passare attraverso il fuoco della croce, il calvario, cioè la sua passione, morte e risurrezione. Come, lo sappiamo, Gesù va sulla croce per amore. Il suo fuoco è proprio il suo grande amore. E’ solo con l’amore che si può trasformare la faccia della terra, compreso l’uomo. Con l’amore si può tutto. San Paolo ce lo insegna nel suo inno alla carità (1Co 13).

La divisione

L.d.M. – Padre Guy a questo punto nel Vangelo arriva ancora un’altra frase di difficile comprensione: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione”. Che vuole dire?

P. Guy – La parola del Signore che ascoltiamo è verità, luce sul nostro cammino. Chi la mette in pratica diventa testimone di questa verità che è Gesù Cristo e sarà odiato dai suoi. La verità vissuta e annunziata è fastidiosa, noiosa, turba mente e cuore del mondo, lo irrita, lo mette in crisi, lo priva della pace.

L.d.M. – Perciò si dice che la verità “fa male, ferisce”.

P. Guy –  Certamente. “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e del midollo e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore”. (Eb 4,12). Cristo è verità, chi lo segue sarà odiato dai suoi. Purtroppo al mondo non piace la verità, cammina nelle tenebre. Ogni verità fa male. E’ perciò che troviamo le guerre, le divisioni, l’odio nelle famiglie. Oggi, andare in chiesa, pregare, appartenere a un gruppo della parrocchia, parlare della Bibbia, è diventato motivo di derisione, di critiche negative, di scherzi di cattivo gusto.

L.d.M. – Come dobbiamo comportarci e prepararci a questo?

P. Guy – Per chi segue Cristo deve prepararsi a vivere queste realtà. “Se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?” (Lc 23,31). Gesù, nel Vangelo di Matteo dice “per causa mia, vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re,(…)  Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome” (Mt 10, 17-18.22). Ecco la divisione che Egli porta. Chi supera queste divisioni vivrà nella pace, quella di Cristo. Carissimi, non dobbiamo avere paura di dire la verità o accettare la verità nel nome di Cristo, perché la verità ci farà liberi (Gv 8,31.32); è un motivo per dare testimonianza.

Se vuoi leggere il vangelo di oggi – Vangelo secondo Luca 12,49-53

Vangelo di oggi: la preghiera di Padre Guy

Signore Gesù, ogni divisione e ogni contrasto giustamente ci feriscono e ci addolorano. Vogliamo fissare lo sguardo del nostro cuore sul mistero della Tua offerta Pasquale, per essere sempre più in grado di attraversare la contraddizione senza cedere mai alla disperazione per se stessi o per gli altri. Amen

Chi è Padre Guy

Per i fratelli e le sorelle che seguono la Luce di Maria, anche negli incontri periodici di preghiera, Padre Guy non ha bisogno di presentazioni. Più volte ci ha infatti accompagnato sia nei pellegrinaggi (Medjugorje, Collevalenza, Montecassino, San Vittorino) che nelle celebrazioni donandoci sempre momenti di profonda riflessione con le sue omelie e le sue catechesi.

Padre Guy-Léandre NAKAVOUA LONDHET  viene consacrato sacerdote il 17.07.2005 in Congo a Brazzaville. Ha iniziato i suoi primi passi come sacerdote proprio nella parrocchia di cui ora è parroco, Santa Brigida di Svezia a Roma nella borgata di Palmarola. Era il 13.09.2005 e non sapeva neanche una parola di Italiano.

Perché è in Italia

Padre Guy si trovò improvvisamente proiettato in una realtà completamente nuova: “Nella nostra Congregazione abbiamo la possibilità di scegliere tre paesi dove vogliamo esercitare il ministero sacerdotale ed essere missionari. Avevo scelto: Gabon, Messico e l’Isola della Riunione sull’Oceano Indiano. Il Consiglio Generale, che ha il diritto di mandarci dove trova più necessità. Mi propose dunque (ce lo dice con un meraviglioso sorriso) di venire in Italia a Roma.

“Che c’è da fare a Roma con tutte le chiese, che riempiono il suo territorio, esisterebbe ancora uno spazio per la missione? Sinceramente non volevo venire in Italia, non me la sentivo, ma un confratello mi aveva detto: Vai e vedrai!. Per l’obbedienza dissi di sì e decisi di venire.

© Riproduzione riservata

Cristiano Sabatini

Scritto da
Cristiano Sabatini

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