Come faccio a comprendere le parabole?

Il primo approccio alla religione per un bambino è il catechismo, in questa sede gli insegnanti (catechisti se preferite) spiegano loro il messaggio divino e spesso lo fanno citando le parabole. I racconti, brevi o lunghi che siano, sono storie di vita che riguardano persone, oggetti e animali, ma al loro interno ci sono significati celati e profondi che sono il sunto del messaggio divino. Come fare, allora, a spiegare cosa sono le parabole ai nostri figli?

Una risposta semplice ed immediata a questa domanda viene data nella pagina di risposta agli utenti del sito ‘Credere.it’, in primo luogo il curatore della rubrica spiega con parole semplici cosa sono le parabole: “Gesù era un grande oratore, incantava gli ascoltatori, incendiava gli animi, ha raccontato tante cose del Padre, sapendo come farsi capire dalla gente; usava, infatti, storie che partono dalla vita vissuta, da eventi banali di cui tutti hanno esperienza. In questo modo raggiungeva chiunque, gli studiosi e gli analfabeti, i potenti e le persone più umili. La famiglia e il lavoro sono le due realtà comuni a tutta l’umanità, e Gesù assegna nelle parabole un posto rilevante alle relazioni familiari e al mondo del lavoro: vi fa entrare padri, figli, fratelli, ma anche re, giudici, servi, agricoltori, massaie, padroni, operai. Usa parole semplici e fatti comuni che in mano sua hanno il potere di parlare al cuore dell’uomo per raccontare le cose di Dio”.

Da frequentatori della Messa ci rendiamo conto che non tutte le parabole sono semplici ed immediate, alcune sono criptiche ed il suo messaggio ha bisogno di una chiave di lettura, non per niente Gesù diceva sempre “Chi ha orecchie per intendere, intenda!”. Cosa fare allora se nostro figlio dovesse dirci: “Ma io a volte non le capisco, cosa devo fare per comprenderle?”. Per dare risposta a questo quesito citiamo ancora una volta le parole riportate sul sito cristiano:

“A volte le parabole sono enigmatiche. Gesù in qualche occasione le spiega in privato ai suoi discepoli, non alla folla, come nel caso della parabola del seminatore. Altre invece si capiscono subito ma accendono in noi un dibattito, perché Gesù vuole che ci interroghiamo e scopriamo il senso delle cose attraverso la riflessione, l’esame di coscienza, il confronto con gli altri. Ecco perché le parabole vanno lette insieme, vanno discusse e rivestite di esistenza… ognuno ha la sua, è vero, eppure i punti in comune sono tanti”.