Il combattimento di Padre Pio

“Il combattimento di Padre Pio”

 Don Nello Castello, figlio spirituale di Padre Pio, illustra come la vita del Santo sia stata un combattimento continuo contro il demonio, il quale per tentarlo usò strategie e artifizi vari, fino alla violenza fisica, ma ne uscì sempre sconfitto.

 Se Dio è felicità eterna, la vita umana su questa terra è, invece, un continuo combattimento. Ricordo, a tal riguardo, una mia confessione con Padre Pio, nella quale egli mi richiamava il testo di Giobbe: “militia est vita hominis super terram – la vita dell’uomo sulla terra è un combattimento” (cfGb 7,1). Il combattimento è mezzo di purificazione: il giusto deve combattere contro il peccato e vincere le proprie passioni per conservare la vita di grazia. È un combattimento che diventa continuo e progressivo, a misura che l’anima tende alla perfezione cristiana, fino a divenire cruento, quando si arriva ai livelli eroici della santità. Ma contro chi si combatte? Contro il diavolo, nemico della vita e nemico di Dio. Padre Pio, che ha raggiunto autentiche vette nella vita mistica, ha pure vissuto un atroce combattimento spirituale nella sua continua lotta contro satana. Due periodi di lotta, diversamente caratterizzati, si possono individuare nella guerra tra Padre Pio ed il suo nemico: uno personale, precedente alla destinazione di San Giovanni Rotondo, l’altro esterno, sociale, “canonico”, sino alla fine della sua vita. Padre Pio afferma: “Nella mia infanzia io non ho mai giocato”. Perché?, ci si può chiedere. Sappiamo dal suo direttore spirituale che, verso i cinque anni, cominciò ad avere estasi ed apparizioni celesti. “Gesù e Maria mi facevano da genitori”,scriverà Padre Pio. Per tali favori celesti, la sua vita fu sempre un continuo conflitto, che divenne una grande battaglia nell’età della sua adolescenza, quando decise di lasciare il mondo per abbracciare la vita religiosa. Egli stesso descriverà questa lotta: “Potente lotta.., lotta intestina… due forze dentro di me si cozzavano tra loro e mi laceravano il cuore. Il mondo che mi voleva per sé e Dio che mi chiamava a nuova vita”. La notte del I gennaio 1903, alcuni giorni prima del suo ingresso in convento, Padre Pio venne a trovarsi, in visione, “in un grande spazio” tra due schiere, con a fianco un personaggio “maestoso di rara bellezza, splendente come il sole”, che lo prese per mano e gli disse: “Vieni con me, perché ti conviene combattere da valoroso guerriero”. Da una parte vi erano Angeli e dall’altra “uomini di orrido aspetto e vestiti di abiti neri a guisa di ombre oscure”. In fondo comparve “un uomo orrido e di smisurata altezza da toccare con la fronte le nuvole”. Il personaggio che lo affiancava gli disse: “Con questi ti conviene azzuffarti. Fatti animo: entra fiducioso nella lotta, avanzati coraggiosamente che io ti sarò d’appresso, io ti aiuterò e non permetterò che ti abbatta”. Padre Pio si fece animo; entrò in combattimento e vinse il nemico costringendolo alla fuga. La guida gli mostrò una bellissima corona di rara bellezza, promettendogliene “un‘altra più bella” se avesse saputo lottare sino alla fine. In tale visione si fondono simbolismi spirituali e profezie della vita di Padre Pio: il combattimento continuo e la vittoria costante, infatti, non sono mai cessati nella sua vita. Satana, il “barbablù”, come lo chiamava lui, userà strategie varie, apparendogli sotto le sembianze di un angelo, di un santo, del suo confessore, del Superiore della Provincia monastica, di penitente che chiedeva di confessarsi. Talvolta, usava artifizi astuti, violenza fisica, e si presentava “in forme oscenissime, umane e soprattutto bestiali”. Tutto questo continuerà per circa 20 anni. Una vera battaglia della quale si riportano alcuni dettagli sconcertanti: “[il diavolo] percuote [Padre Pio] con ordigni di ferro… Lo aggredisce a morte… Lo tortura barbaramente… Lo tormenta mentre scrive… Lo batte a morte, volendo annullare le lettere di conforto che riceve dai direttori… Gli trasmette falsi ordini del Provinciale…”. E questa guerra non si esaurì in breve tempo, ma rimase costante nell’arco della sua vita anche attraverso uomini di Chiesa. Ma qual era l’arma con cui Padre Pio combatteva così valorosamente? Era il Rosario. Erano Maria e Gesù, là sempre accanto a lui. “Io ti aiuterò, non permetterò che egli ti abbatta”, gli aveva detto quel personaggio nella visione del 1° Gennaio del 1903. Il Santo Padre, nel discorso della canonizzazione, ha detto che la missione di Padre Pio continua in coloro che lo seguono. Ciò significa che le opere e i seguaci di Padre Pio sono chiamati alla stessa sua battaglia col nemico infernale. Ma di essa riusciranno certamente vincitori se, come Padre Pio, useranno l’invincibile arma del Rosario.