Il collaboratore di Benedetto XVI: “All’interno della Chiesa c’è Apostasia”

In una specie di continuum ideologico con i ‘Dubia’ e la lettera (o correzione filiale) firmata da 60 tra sacerdoti e fedeli laici, il cardinale Bux, insegnante di teologia a Gerusalemme e Roma, strenuo sostenitore e compartecipe delle riforme di Benedetto XVI durante il suo pontificato, spiega le ragioni che spingono alcuni religiosi e parte dei fedeli a vedere nell’attuale pontificato il verificarsi dell’apostasia profetizzata a Fatima.

L’opinione forte del cardinale viene condivisa sulle pagine del quotidiano cristiano ‘La Verita’, dove, rispondendo alle domande postegli, Monsignor Bux afferma: “Per noi, l’unica profezia compiuta è la venuta di Gesù Cristo così tutto è compiuto! Tuttavia resta da compiere in ciascuno di noi, ciò che manca a favore del corpo di Cristo che è la Chiesa. Quindi, Fatima si sta compiendo nelle sofferenze del Corpo mistico di Cristo, la Chiesa cattolica, che (è sotto gli occhi di tutti) patisce l’apostasia, il distacco da quello che sempre, dovunque e da tutti è stato creduto e professato, in una parola: il dogma”.

L’allarme lanciato da Bux è percepito da diverse personalità della Chiesa, anche se con altre parole, infatti, sia i cardinali che hanno scritto i ‘Dubia’ che i firmatari della lettera esponevano la loro preoccupazione per una linea dottrinale che andava in conflitto con quello che è il credo originale e denunciavano la mancata applicazione della dottrina da parte di alcuni esponenti della Chiesa. Poggiandosi su questi legittimi dubbi, nella correzione filiale si sosteneva che le parole di Papa Francesco potessero favorire il diffondersi di eresie, ipotesi che viene abbracciata in pieno da Bux che si prodiga pure ad ampliarla: “ Non è ben visibile il susseguirsi di parole e atti di sacerdoti che contraddicono altri sacerdoti di laici che contrastano altri laici, favorito dalla divisione tra i vescovi su cosa è la fede e la morale cattolica? Per un numero crescente di cattolici, il magistero non è più segno di unità: è noto, infatti, che non si possa invocare l’autorità magisteriale, se prima non si aderisce alla verità cattolica”.

Il ragionamento di Bux è chiaro, ovvero che se nemmeno i sacerdoti rispettano i dogmi ed il magistero ecco che si creeranno delle divisioni tra laici e consacrati a cui non si potrà porre rimedio, quindi aggiunge: “La comunione dei fedeli con la gerarchia sussiste finché questa aderisce alla verità cattolica, la verità di Cristo, che essa è chiamata a servire. La comunione si interrompe quando chiunque, nella Chiesa, abbandona la verità e abbraccia l’errore. Purtroppo nella storia è già accaduto: per questo Gesù ha pregato che siamo una sola cosa, affinché il mondo veda e creda”.