Clarisse escluse dalla vita monastica: questo il motivo

Nel 2017 alcune clarisse sono state estromesse dalla vita monastica in seguito ad un commissariamento, oggi raccontano la loro verità.

(Websource/Archivio)

La Madre superiora è stata accusata di plagio e scandali economici. Lei rigetta le accuse e sostiene che il provvedimento è legato alla sua volontà di rispettare la regola di Santa Chiara.

Commissariamento ed esclaustrazione

Le indagini del Vaticano sulle monache del Convento di Porto Viro, Chioggia (Rovigo) sono cominciate sul finire del 2016. Il Vescovo di Chioggia Monsignor Adriano Tessarolo ed il ministro delle province francescane Padre Favretto hanno richiesto una visita del Convento da parte di due inviate della Santa Sede. La visita sembrava essersi conclusa per il meglio, con tanto di complimenti per la vita monastica del Convento da parte delle visitatrici. Nel gennaio del 2017, però,  è stata inviata a Porto Vito la commissaria Suor Ivana Assolini.

Questa aveva il compito di comprendere se la Madre superiora Maria Giuliana Ravagnan, stesse effettivamente compiendo qualcosa di illecito. Qualche giorno dopo il suo arrivo la Madre Superiora è stata costretta a rimanere nella sua cella per 5 mesi, al termine dei quali le è stato detto che sarebbe stato predisposto un trasferimento. Madre Ravagnan, però, non ha accettato la decisione ed ha presentato ricorso. Il risultato è che le è stato chiesto di dismettere l’abito da monaca.

Dopo quel provvedimento altre 5 suore hanno chiesto l’esclaustrazione. Intervistate da ‘La Nuova Bussola Quotidiana‘, le ex suore ne hanno spiegato il motivo: “Perché non avevamo altra via di uscita: in convento la vita era cambiata, non si pregava più; la vita spirituale era ridotta al minimo ed eravamo costantemente controllate; la nostra posta era aperta dalla Commissaria e dalla nuova maestra delle novizie, così non potevamo inviare lettere per spiegare la situazione. L’unica via di uscita era chiedere l’esclaustrazione”.

Clarisse estromesse dalla vita monastica, Madre Ravagnan: “Vi dico la verità”

Dai documenti ufficiali risulta che l’estromissione dalla vita monastica di Madre Ravagnan è dovuta a plagio delle consorelle e gestione irregolare di grosse somme di denaro all’insaputa delle altre suore. Oggi sia lei che le altre consorelle che hanno deciso di seguirla vivono in una villetta donata loro da un benefattore. All’interno della villa hanno deciso di mettere immagini sacre e statue al fine da farla sembrare un convento. Le sei donne, sebbene non siano più delle clarisse, continuano a vivere come se lo fossero.

L’ex madre superiora ribadisce ancora oggi la propria estraneità alle accuse. Professione d’innocenza che ha cercato di fare emergere in diverse lettere mandate sia alla diocesi di Chioggia che al Vaticano e che ancora oggi sono senza risposta. Non prova risentimento verso i suoi accusatori anzi afferma: “Li ringrazio perché ho potuto capire cos’è la persecuzione. Però voglio verità e giustizia: questa è la mia vocazione, sono una suora e deve essere ristabilita la verità sul monastero di Porto Viro”.

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Luca Scapatello

 

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