Resta aperta una ferita dolorosa per tante famiglie di Napoli. A Poggioreale, a quattro anni dal crollo di alcune cappelle, 1800 salme attendono ancora di essere identificate e migliaia di persone non hanno potuto ritrovare una tomba davanti alla quale pregare.

Al cimitero cittadino di Poggioreale, ci sono ancora delle famiglie che aspettano di riavere una degna sepoltura per i loro cari che non ci sono più. Un crollo, di oltre 4 anni fa, ha lasciato molte vite in sospeso.
Era il 2022 quando un crollo colpì una parte del cimitero: ad oggi, sono ancora 1800 le salme che attendono di essere identificate. Tre furono le cappelle crollate e circa 300 i loculi devastati. Ad oggi, ancora nulla è cambiato.
Cimitero di Poggioreale, il crollo del 2022 e le famiglie ancora in attesa
Recarsi al cimitero, il 2 novembre, è il momento per ciascuno di noi non solo di portare un fiore o accendere una candela per i nostri defunti, ma allo stesso tempo anche di ricordare il tempo passato insieme a loro e pregare perché ora riposino in pace alla presenza e alla luce di Gesù Risorto. Non per tutti, questo, oggi è stato possibile: a Napoli, al cimitero di Poggioreale, la situazione per tante famiglie, è ancora quello di “un’attesa infinita”.
Nel 2022 (era il 5 gennaio), un crollo ha portato alla distruzione di 3 cappelle (tra cui quelli delle cappelle dei Dottori, di San Gioacchino) e, allo stesso tempo, anche di 300 loculi. Per le circa 6000 le salme che furono recuperate, in questi anni, è stato necessario un processo di identificazione per procedere (dove possibile) ad una sepoltura in altro loco. Ciò he però fa più male è sapere che ci sono ancora 1800 persone defunte delle quali ancora non se ne conosce l’identità e, nessuno, le ha reclamate.
La difficoltà, non solo nelle operazioni di recupero, ma anche di quelle di riconoscimento. Un crollo probabilmente dovuto ai lavori e ai cantieri della vicina Metro 1 ma, sempre nello stesso anno, il 17 ottobre, ad una situazione già compromessa e grave, si aggiunse un ulteriore crollo, quello della facciata della Congrega della Resurrezione. Il disagio non sempre facile da gestire, porta ancora i segni oggi, a 4 anni di distanza.
Napoli, 1800 salme senza identità: il richiamo del cardinale Battaglia
Il cardinale Battaglia, che il 2 novembre, in occasione della Commemorazione dei Defunti, ha presieduto la Messa proprio nella chiesa del principale cimitero della città, ha posto l’attenzione sul ricordo di coloro che non ci sono più: “Non c’è nulla di religioso nel piangere i morti se poi non difendiamo la vita dei vivi”, ha detto, rivolgendo il pensiero anche a coloro che, come ricordato, giacciono ancora all’interno di una tendostruttura allestita dopo il crollo delle cappelle. “Mentre siamo qui a pregare per i nostri cari, il mio pensiero non può non andare a quelle ferite aperte che sanguinano ogni giorno nelle strade delle nostre città, nei vicoli bui dei nostri quartieri più difficili, dove la speranza sembra un lusso per pochi”.

Il Comune annuncia il ritorno alla normalità entro il 2027
Dal Comune, fanno sapere che il tutto tornerà alla normalità entro il 2027. Sta di fatto che, anche quest’anno, sono state molte le famiglie che non hanno potuto onorare e pregare davanti alla tomba dei propri cari a causa dei disagi presenti ancora e, altri, che non hanno potuto ricevere nemmeno un fiore, poichè nessuno sa e si ricorda di loro.
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