Chi dona Dio non si perde – Liturgia di oggi Lunedì 28 Dicembre 2020

Morire innocenti per mano di un altro è come essere “martiri” di una cattiveria senza Dio. Cosi chi dona Dio all’altro, anche a costo della vita, non si perde mai.

Chi dona Dio non si perde
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Liturgia di oggi Lunedì 28 Dicembre 2020

  • SANTI INNOCENTI, MARTIRI – FESTA

Prima Lettura

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 1,5 – 2,2

Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.

Gesù dona la Luce
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Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale – Dal Sal 123 (124)

R. Chi dona la sua vita risorge nel Signore.
Oppure:
R. A te grida, Signore, il dolore innocente.
Se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera. R.

Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose. R.

Gesù non lascia che nessuno si perde
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Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.

Il Vangelo di oggi Lunedì 28 Dicembre 2020

Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,13-18

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio».

Fuga in Egitto
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Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.

Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».

Parola del Signore

Chi dona Dio non si perde – Il commento al Vangelo di oggi Lunedì 28 Dicembre 2020

C’è chi sostiene che coloro che anticiparono i Martiri che dettero la vita per a causa del Nome del Figlio dell’Uomo, furono proprio i bambini uccisi da Erode, in questa Strage degli Innocenti.

Si narra che tra i più grandi dolori di Maria ci fu anche quello, da Madre dell’umanità, di veder uccisi questi bambini innocenti per “causa” di suo Figlio Gesù. Loro, poveri piccoli, non avevano nessuna colpa e nemmeno la matura volontà di scegliere se dare la propria vita.

Quante volte i più piccoli, i bambini, pagano il prezzo più alto degli sbagli dei grandi, dei potenti nelle guerre, ma anche della cattiveria dell’essere umano? Tutti loro sono, a modo loro, “martiri”.

Ci chiederemmo: è Dio che chiede questo? No! Non è mai così! Come allora, era la cattiveria e la sete di potere di questo superbo re che, pur di non essere un giorno spodestato dal Re annunciato dai Magi, decise di sterminare quegli innocenti. La sua vita, pensava, forse valeva più di quella di quei bambini. Cosa è questa se non una terribile superbia?

Questo è l’essere umano nella sua libertà portata alla cattiveria. Che Dio non tocca per un semplice motivo: sospende il suo giudizio e il momento ultimo di una persona solo dopo tutte le infinite possibilità di salvezza concessegli.

Come il martirio è donare Dio all’altro

In questo ci salva la testimonianza del Martirio (“martire” significa in greco “testimone”) e dei Martiri della storia del cristianesimo, loro incarnano un comportamento totalmente inverso all’egoismo: la loro vita terrena viene donata per la salvezza di qualcun altro. Rinunciare alla propria vita per testimoniare Dio, poi, non è un atto di fanatismo o disperazione. E’ un atto di chi sa quanto è preziosa la vita, e appunto per questo sceglie di dare la propria per la salvezza di qualcun altro.

Vedere miracoli per mano di Gesù
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Dare la vita per il Signore non è un ideale avulso da un risvolto pratico. I Martiri sono i più grandi testimoni che far conoscere l’amore di Dio è più prezioso della propria vita. Perché chi dona all’altro quella Vita, che è Dio, non si perde, non perde la propria vita, ma porta frutto di vita. E’ quando si ha paura di perdere qualcosa e si punta il dito contro qualcuno, distruggendolo, che si perde tutto.

Come fare a donare Dio e rendere felici gli altri? Il martirio fisico e spirituale è forse il più alto grado di santità, perché presuppone l’amore ai nemici. Nella nostra vita potremo seguire il consiglio semplice di Gesù, chiamato “Regola d’oro”: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». (Mt 7,12).

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