Quante volte abbiamo sentito il detto “cercare Maria per Roma”? Non tutti sanno che questa famosa frase trae le sue origini da un’icona della Vergine, nascosta nei meandri romani.
Una delle iperboli più famose del dialetto romanesco è “cercare Maria per Roma”, usata quando si vuole esprimere l’enorme difficoltà di trovare qualcosa. Questo famoso detto trae le sue origini all’interno di un passaggio semi nascosto romano, a pochi metri da Campo de’ Fiori, un passaggio che mette in comunicazione Piazza del Biscione con via di Grottapinta e che si chiama il Passetto del Biscione.
Questo passaggio ha oltre 2000 secoli di storia. È qui che si trovava il Teatro di Pompeo in età romana ed è qui che sorsero, in età medievale, due Chiese, Santa Barbara dei Librai e San Salvatore in Arco (oggi Santa Maria in Grottapinta). Quest’ultima, annessa negli anni al palazzo degli Orsini, conteneva un’icona raffigurante la Madonna della Divina Provvidenza prodotta da Scipione Pulzone da Gaeta (1540-42). Il dipinto di Maria venne fin da subito spostato dalla Chiesa alla galleria chiamata Passetto del Biscione.
Il 9 luglio 1796 accadde un fatto miracoloso. La Madonna mosse gli occhi, come se si fosse svegliata all’improvviso, aprendo e chiudendo le palpebre e seguendo con le pupille la folla che si erra riunita all’annuncio dell’evento. Infatti molti si radunarono attorno alla miracolosa immagine e, a dire il vero, in quei giorni il fatto accadde a numerose altre immagini sacre rappresentanti la Vergine, non solo a Roma. Per dare una sistemazione più dignitosa al tabernacolo che conteneva il dipinto, si decise di chiudere uno degli ingressi che portava al passetto, rendendo ancor più nascosta l’immagine di Maria.
È importante dunque ricordare che il detto romano “Cercare Maria per Roma” è direttamente legato all’affresco mariano, poiché i devoti dell’immagine sacra della Madonna dovevano impegnarsi in una complicata ricerca tra le stradine del centro storico romano per individuare questo passaggio così nascosto. Per trovare l’immagine di Maria Vergine bisognava quindi improvvisare una vera e propria caccia al tesoro.
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Fabio Amicosante
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