Per l’ultimo saluto, la famiglia ha voluto che si leggesse questo messaggio: “Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia, ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina, amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”.
Egli stesso raccontava di essere stato miracolato, anni prima da Santa Rita: “Mi ha fatto una grazia venti anni fa. Da allora ogni anno vado in pellegrinaggio a Cascia e sono tornato a Messa” e portava una sua immaginetta sempre con se.
Era stato anche in Vaticano tempo fa, per ricevere la Comunione direttamente dalla mani di Papa Giovanni Paolo II, che amava tantissimo.
Ma Carlo Vanzina aveva incontrato anche l’attuale Pontefice, proprio qualche settimana prima che morisse.
Ecco come ce lo raccontava Luigi Bisignani: “Quando poche settimane fa, Papa Bergoglio gli aveva stretto forte forte le mani, Enrico Vanzina, commosso fino alle lacrime, aveva capito che suo fratello Carlo non ce l’avrebbe fatto (…). Enrico aveva pregato a lungo per suo fratello, che da un anno combatteva con fede e coraggio, dopo mille cure, con un melanoma della pelle che, operato vent’anni fa, aveva ripreso all’improvviso la sua azione distruttiva. E quella stretta di mano, così intensa, gli era forse sembrata come un viatico nei disegni imperscrutabili del Signore”.
Recentemente la malattia di Carlo Vanzina era tornata a distruggere il suo corpo, lui sapeva quanto fosse grave e inesorabile e si affidava a Dio, cercando di mantenere con la famiglia (la moglie Lisa Melidoni e le figlie) e gli amici un atteggiamento sereno e speranzoso.
Antonella Sanicanti
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