Brescia: bambino abbandonato viene salvato dall’agente Antonio

Brescia: bambino abbandonato viene salvato dall'agente AntonioQualche minuto dopo le 21 di lunedì 21 maggio, Davide nota un ovetto (un seggiolino che può essere inserito in un’intelaiatura per divenire un passeggino) lasciato sotto il portone di casa, al suo interno c’è un bambino ben vestito e avvolto in una coperta. Il primo istinto di Davide è quello di avvertire la madre Lionella, la quale in un primo momento dice al figlio di attendere. Il piccolo si trova in una strada centrale di Brescia e poteva essere che i genitori fossero lì vicino. Passa mezz’ora e nessuno si fa vivo, così i due scendono a controllare e vedono il bimbo che tende le mani verso l’alto in cerca di conforto e che, una volta visti i due estranei comincia a piangere. I dubbi dei due salvatori svaniscono e Lionella chiama immediatamente il 112 per avvisare dell’abbandono.

L’arrivo della Polizia e la commozione di Antonio

Sul luogo arriva una pattuglia della polizia, il primo a scendere è Antonio che, non appena vede il frugoletto decide di prenderlo in braccio per placare il suo pianto inconsolabile: “Il piccolo piangeva, l’ho preso in braccio per coccolarlo e lui si è tranquillizzato. Accanto a sé aveva un biberon di latte e una borsa con i pannolini, altro latte in polvere e qualche cambio”. Per l’agente era chiaro che la madre lo avesse lasciato in quel luogo proprio perché in una via così trafficata qualcuno lo avrebbe trovato e gli avrebbe consentito di avere un futuro migliore.

Il bambino, infatti, era in buone condizioni di salute ed ora si trova all’ospedale Civile di Brescia, dov’è sottoposto alle cure amorevoli delle infermiere. Questa storia a lieto fine ci porta a ricordare che nelle città italiane (non in tutte ma quasi) esistono le ‘Culle per la vita‘, dei luoghi appositi in cui i genitori impossibilitati a mantenere i figli li possono lasciare in sicurezza anonimamente.

Luca Scapatello