Bisogna aiutare chi chiede guardandolo negli occhi e toccando le sue mani,

I CLOCHARD DI PAPA FRANCESCO

 

 

 

Il nostro Santo Padre ha più volte difeso e sostenuto, e continua a farlo con molte iniziative, la carità ai senzatetto, a coloro che incontriamo per strada, ricoperti dei pochi “stracci” che posseggono e che sembrano orami dover rimanere in quella situazione per sempre.

Dice il Papa: “ Ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino?”. Un bicchiere di vino è l’unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto che cosa fai tu di nascosto? Tu quale felicità cerchi di nascosto? O, al contrario di lui, sei più fortunato, con una casa, una moglie, dei figli?”.

 “È giusto fare l’elemosina, anche se la persona a cui diamo le monete potrebbe poi spenderle per comprarsi un bicchiere di vino.“. “Alcune volte si scambiano poche parole, altre volte invece si entra in relazione e si ascoltano storie interessanti.”. “(Essi capiscono) quando c’è il vero interesse da parte dell’altra persona o quando c’è, non voglio dire quel sentimento di compassione, ma certamente di pena.”. “Si può vedere un senzatetto e guardarlo come una persona, oppure come fosse un cane.”.

I clochard di tutto il mondo sono persone che hanno un vissuto di cui non siamo a conoscenza e che potrebbe sicuramente arricchirci, se avessimo la pazienza di ascoltare quelle singolari storie e loro la possibilità di raccontarle a qualcuno che porge la mano.

Potremmo o no essere anche noi nel bisogno? E’ giusto, è doveroso dare a chi è in difficoltà, “un aiuto è sempre giusto” e “non è una buona cosa lanciare al povero solo degli spiccioli.”. “. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano.”.

Il rispetto per l’altro, chiunque sia, è la chiave di tutto, è il perno intorno al quale si costruisce la nostra carità cristiana, se manca ci renderemmo tanto differenti dal Cristo.

Il Papa racconta anche un aneddoto molto toccante che riguarda uno dei suoi più illustri predecessori, Giovanni Paolo II.

Si era venuto a sapere che, nel pressi del Vaticano, si aggirava un senzatetto polacco e che questi in realtà era un prete, che aveva frequentato il seminario proprio con  Karol Wojtyla.

Fu così che Giovanni Paolo II decise di incontrarlo. “Si sono abbracciati dopo quarant’anni e, alla fine di un’udienza, il Papa ha chiesto di essere confessato dal sacerdote che era stato suo compagno”.