Benedetto XVI: nella malattia non abbandoniamoci alla disperazione

    “Nonostante la malattia faccia parte dell’esperienza umana, ad essa non riusciamo ad abituarci, non solo perché a volte diventa veramente pesante e grave, ma essenzialmente perché siamo fatti per la vita, per la vita completa”.

    Padre Amorth, Benedetto XVI
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    Lo diceva, nell’Angelus dell’8 Febbraio del 2009, il Papa emerito Benedetto XVI che, proprio oggi, compie 93 anni.
    Il Santo Padre festeggia questo compleanno in isolamento, come noi tutti. In questo momento così particolare, in cui sperimentiamo la paura per la malattia, troviamo risposata nel Vangelo, così come ha fatto lui.

    Benedetto XVI: la malattia e la guarigione nel Vangelo

    “Gesù non lascia dubbi: Dio – del quale lui stesso ci ha rivelato il volto – è il Dio della vita, che ci libera da ogni male. I segni di questa sua potenza d’amore sono le guarigioni che compie: dimostra così che il Regno di Dio è vicino, restituendo uomini e donne alla loro piena integrità di spirito e di corpo. (…) E solo la riconciliazione con Dio può donarci la vera guarigione, la vera vita, perché una vita senza amore e senza verità non sarebbe vita. (…)

    “Grazie all’azione dello Spirito Santo, l’opera di Gesù si prolunga nella missione della Chiesa. Mediante i Sacramenti è Cristo che comunica la sua vita a moltitudini di fratelli e sorelle, mentre risana e conforta innumerevoli malati, attraverso le tante attività di assistenza sanitaria che le comunità cristiane promuovono con carità fraterna e mostrano così il vero volto di Dio, il suo amore. È vero: quanti cristiani – sacerdoti, religiosi e laici – hanno prestato e continuano a prestare in ogni parte del mondo le loro mani, i loro occhi e i loro cuori a Cristo, vero medico dei corpi e delle anime!”.

    Preghiamo per i cristiani che prestano le mani a Gesù per guarire

    Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la potenza dell’amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che salva”.

    E questo messaggio possiamo farlo nostro anche adesso, non smettendo mai di pregare per coloro che la pandemia da Coronavirus la stanno affrontando più da vicino. Molte persone hanno perso la vita, in questo tragico periodo. Anche per loro, riproponiamo le parole che Benedetto XVI spese per la Giornata Mondiale del Malato del 2012.

    Benedetto XVI: nella malattia non abbandoniamoci alla disperazione

    “Il momento della sofferenza, nel quale potrebbe sorgere la tentazione di abbandonarsi allo scoraggiamento e alla disperazione, può trasformarsi in tempo di grazia per rientrare in se stessi e, come il figliol prodigo della parabola, ripensare alla propria vita, riconoscendone errori e fallimenti, sentire la nostalgia dell’abbraccio del Padre e ripercorrere il cammino verso la sua casa. Egli, nel suo grande amore, sempre e comunque veglia sulla nostra esistenza e ci attende per offrire ad ogni figlio che torna da lui, il dono della piena riconciliazione e della gioia”.

    Nel periodo pasquale, ritroviamo, dunque, la forza nel Cristo che vive la Passione e con essa la morte del corpo, per una resurrezione eterna, attraverso il Sacramento dell’Unzione degli Infermi, anche se compiuto a distanza – in questo momento storico.

    Benedetto XVI
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    “Questo duplice mistero del Monte degli Ulivi è anche sempre attivo nell’olio sacramentale della Chiesa segno della bontà di Dio che ci tocca. Nell’Unzione degli Infermi, la materia sacramentale dell’olio ci viene offerta, per così dire, quale medicina di Dio che ora ci rende certi della sua bontà, ci deve rafforzare e consolare, ma che, allo stesso tempo, al di là del momento della malattia, rimanda alla guarigione definitiva, alla risurrezione”.

    Fonte: acistampa

    Antonella Sanicanti

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