Oggi 31 marzo: Beato Bonaventura da Forlì, ispirato da San Paolo

Il Beato Bonaventura da Forlì fu un carismatico oratore, tanto duro e coraggioso nella predicazione quanto amato dalla folla, che conservò persino la sua barba. 

Beato Bonaventura da Forlì
Beato Bonaventura da Forlì – photo web source

Bonaventura nacque a Forlì nel 1410 nella nobile famiglia Tornielli, e quando da giovane sentì la chiamata alla vita religiosa entrò nel convento dei Servi di Maria. Tutti erano a conoscenza delle sue doti intellettuali spiccate, così venne mandato a Venezia per approfondire gli studi fino al conseguimento del titolo di maestro in teologia.

Piccolo e minuto era “eloquentissimo di scienza”

Cronache di quell’epoca parlano di una persona piccola e minuta, ma “eloquentissimo di scienza”. La sua attività maggiore fu quella di predicatore, e il suo punto di ispirazione principale era l’Apostolo Paolo. Ogni volta che teneva le sue predicazioni, il pubblico era decisamente vasto. I suoi inviti riguardavano in continuazione la frequenza ai sacramenti e la carità verso gli ammalati e i bisognosi.

Il suo aspetto austero, i contenuti e i toni delle sue predicazioni erano molto duri, tanto quanto erano poi coraggiosi, ma nonostante ciò infondeva in tutti grande fiducia e simpatia. Il suo soprannome era quello di “fra barbetta”. Il suo messaggio era molto incisivo nell’incitare alla penitenza i molti fedeli che accorrevano ad ascoltarlo.

Molte delle sue predicazioni furono memorabili

Molte delle sue predicazioni, come quella davanti al Senato della Repubblica di Venezia tenuta il 25 marzo 1468 e quella del 1488 alla Basilica di S. Marco, furono memorabili. Come anche quelle nella cattedrale a Firenze, su richiesta del Senato della città. Molto importanti furono anche le  missioni a Bologna, o in particolare quella a Perugia del 1476, durante una terribile pestilenza.

Nel 1487 ci fu una delle sue opere più importanti, la fondazione in Sant’Alessandro a Brescia della Compagnia della Santissima Annunziata. La sua attività in seno all’Ordine fu molto feconda. Acquisì il convento di Piobbico (Urbino) e quello di Forlimpopoli. Mentre era priore di San Marcello a Roma, Papa Sisto IV gli diede facoltà di ritirarsi in un eremo con sei compagni.

La sua più grande testimonianza venne dall’esempio

In quel periodo mantenne tuttavia la carica di predicatore apostolico che gli consentiva di viaggiare in tutta Italia. Il suo grande amore per la preghiera personale e contemplativa lo fece ritirare a Montesenario, sui passi dei Sette Santi Fondatori, e a Montegranaro. Per adempiere ai compiti richiesti nell’Ordine sacrificò tuttavia le sue aspirazioni ascetiche e solitarie.

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Nel 1488 fu oratore nel celebre Capitolo di Bologna. Non era però solo la sua parola ad essere notevolmente edificante per il prossimo, ma lo era soprattutto il suo esempio. Si asteneva infatti solitamente dalle carni e dal vino, e camminava a piedi nudi con qualsiasi condizione atmosferica. In età anziana, accusò un malessere durante la predicazione di un quaresimale a Udine, nel convento di Santa Maria delle Grazie.

Il culto che nacque in maniera spontanea intorno alla sua persona

Morì il Giovedì Santo, a circa ottant’anni d’età. Il culto intorno alla sua persona nacque in maniera del tutto spontanea, ancora più dopo che si verificarono diversi miracoli che vennero registrati dai notai. I fedeli lo amavano a tal punto che conservarono come reliquie persino i suoi peli della barba.

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Quando il luogotenente di Venezia a Udine, Andrea Loredan, venne miracolato dal beato, decise di portare con sé il corpo, che ripose nell’altare della sacrestia della chiesa dei Servi. San Pio X confermò il culto “ab immemorabili” il 6 settembre 1911, istituendo la sua festa liturgica il 31 marzo.

Giovanni Bernardi

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