Oggi 3 aprile: Beata Maria Teresa Casini e l’opera per sacerdoti infedeli

La Beata Maria Teresa Casini compì la sua missione in ascolto di una particolare rivelazione che ricevette su un aspetto purtroppo triste di alcuni sacerdoti. 

Beata Maria Teresa Casini
Beata Maria Teresa Casini – photo web source

Teresa nacque in una famiglia benestante di Frascati. Grazie all’aiuto di padre Arsenio Pellegrini, abate dell’abbazia basiliana di Grottaferrata, entrò tra le Clarisse, che dovette presto abbandonare per motivi di salute. Da lì decise di aderire alla piccola comunità fondata da una donna che si faceva chiamare “la poveretta di Gesù”, ma Teresa continuava a sentire una voce che la chiamava a consolare le sofferenze del Cuore di Gesù.

Le sofferenza di Gesù causate da sacerdoti infedeli

Teresa sentiva come purtroppo spesso queste sofferenze erano causate da un fatto endemico alla Chiesa stessa, vale a dire dall’infedeltà e dalla freddezza dei sacerdoti. La svolta nel suo percorso avvenne in un momento ben preciso, una domenica, dopo la Messa cantata. Si trovava in uno stato di profonda meditazione, quando le si presentò un’immagine molto concreta. 

Teresa vide il cuore di Gesù trafitto da una spina, e udì una voce che diceva: “Questa spina è conficcata nel mio cuore da quei sacerdoti che, dimentichi del loro carattere, offendono, con le loro infedeltà, il mio Celeste Padre“. Fu quello il momento in cui capì qual era la sua vera missione all’interno della Chiesa: compiere un’opera riparatrice nei riguardi dei sacerdoti.

La formazione delle “Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù”

Per questo accadde che il 2 febbraio 1894 Teresa e alcune compagne formarono le claustrali “Vittime del Sacro Cuore”, che dopo essere diventate di vita attiva presero il nome, nel 1916, di “Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù”. Le sue iniziative a favore delle vocazioni sacerdotali furono molte e molto incisive, e si unirono ai collegi dei Piccoli Amici di Gesù e all’assistenza ai sacerdoti ammalati.

Madre Teresa rimase sempre fedele al suo ideale nonostante le molte difficoltà di ordine materiale che incontrò lungo la sua strada, e cercò tutta la vita delle vie per metterli in pratica in maniera molto concreta. Era infatti fermamente convinta che “un sacerdote santo è la salvezza di chi lo avvicina”. Per questo c’era un enorme bisogno di lavorare in quella direzione.

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L’azione per i giovani che avevano naturale inclinazione al sacerdozio

Nel 1910 nacque anche il primo laboratorio a Grottaferrata per educare le figlie del popolo, un modo per avviare giovani, fin dall’interno delle proprie famiglie, alla vita sacerdotale. Il 1 novembre novembre 1916 l’istituto cambiò nome in “Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù”, ma lo spirito era rimasto immutato.

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Ai laboratori femminili si aggiunse poi la realtà dei collegi dei “Piccoli amici di Gesù” nel 1925, il cui scopo era accogliere i giovani che dimostravano una naturale inclinazione al sacerdozio, per avviarli al seminario. Negli anni della Prima guerra mondiale Teresa accolse in case specifiche sacerdoti anziani, malati e bisognosi.

Giovanni Bernardi

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