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Opinioni e Approfondimenti

Il “Battesimo di emergenza”: in quali casi anche i laici possono amministrarlo

Quando pensiamo al sacramento del Battesimo, pensiamo alla condizione per la quale solitamente i genitori lo chiedono per il proprio figlio. Ma esistono, anche, dei casi particolari, definiti “di emergenza”.

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Sì, perché il Battesimo è quel sacramento che ci apre all’essere figli di Dio, ad entrare a far parte della sua famiglia ma, allo stesso tempo, è anche quel viatico che permette, a coloro (sia esso un bambino o un adulto) che sono in pericolo di morte, di arrivare al cospetto di Dio con questo sacramento.

Non bisogna pensare che, poco prima di morire, l’unico sacramento da richiedere è quello dell’Unzione degli infermi, perché anche qui la convinzione comune ci porta a pensare a questo sacramento come a quello della morte o di un qualcosa che ci accompagna verso il passaggio. Non è così: perché anche coloro che si trovano in pericolo di morte, e ad esempio non sono battezzati, possono ricevere anche questo sacramento.

Sembra un qualcosa di difficile o di complicato ma, in realtà è molto semplice da spiegarsi. Vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono le condizioni.

“Battesimo di emergenza”: quando i laici possono amministrarlo

Abbiamo accennato, all’inizio, a delle vere e proprie condizioni di emergenza per poter ricevere il Battesimo, che vanno al di là di una normale richiesta di sacramento. Quali sono e di cosa si tratta? Si parla proprio di “Battesimo di emergenza” che si deve realizzare quando un bambino o un adulto è in pericolo di morte. Non deve trattarsi solo di una morte imminente ma anche quando la persona è gravemente ammalata o in attesa di un intervento chirurgico che potrebbe comportare il pericolo di vita.

In questo caso, il Battesimo può essere celebrato direttamente in ospedale o nella residenza dove l’ammalato si trova ricoverato. Ma, nel dettaglio, quando si parla di “pericolo di morte”, il Codice di diritto canonico afferma con chiarezza: “Il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori”.

Per gli adulti, invece, afferma: L’adulto, che si trova in pericolo di morte, può essere battezzato qualora, avendo una qualche conoscenza delle verità principali della fede, in qualunque modo abbia manifestato l’intenzione di ricevere il battesimo e prometta che osserverà i comandamenti della religione cristiana”.

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Una celebrazione più “specifica”

La regola vuole che, anche per questo battesimo in stato di emergenza, si usi l’acqua benedetta per coloro che si apprestano a diventare nuovi cristiani. Ma quando l’emergenza è davvero grande e non si ha tempo, si può usare anche l’acqua del rubinetto, purché venga benedetta.

Ma ecco che qui arriva la domanda più complessa: se non c’è un sacerdote o un ministro, chi può effettuare questo battesimo in condizioni di emergenza? Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che “in caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia l’intenzione richiesta, può battezzare, utilizzando la formula battesimale trinitaria”.

Quando la morte è davvero imminente, il ministro o chi è stato destinato, può bagnare leggermente la testa, ad esempio, del bambino e pronunciare la formula: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Il caso di emergenza deve, però, avere almeno la presenza di tre persone: chi battezza, il battezzato ed un testimone, per fa sì che il Sacramento sia valido.

Da qui, poi, una volta compiuto il Battesimo di emergenza, bisogna comunicarlo alla parrocchia più vicina per procedere alla registrazione del sacramento effettuato.

I casi che abbiamo accennato sono da considerarsi, come la formula afferma, “di emergenza”, fatti in casi particolari e non di consuetudine ordinaria.

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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