“Il lavoro nobilita l’uomo”, diceva qualcuno secoli fa ed aveva ragione.
Lavorare rende, in qualche modo, le nostre esistenze socialmente realizzate e ci permette di avere almeno l’indispensabile per vivere.
Dalla mancanza di lavoro -lo sappiamo sin troppo bene- nascono oggigiorno molte tragedie, causate dalla privazione della speranza di un futuro dignitoso.
Tanti nel nostro Paese, poi, sono i giovani che ci lasciano, che emigrano, per cercare altrove ciò che l’Italia non può più garantire: una vita tutelata nei diritti essenziali.
Lo sottolinea anche il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale d’Europa, all’apertura del Consiglio Episcopale Permanente.
L’appello è allargato alle forze politiche: “C’è bisogno di una politica autentica, di pace istituzionale”, poiché i vari partiti sembrano continuamente bypassare la problematica: “La crisi economica continua a pesare in maniera significativa sulla nostra gente, specialmente sui giovani e sul Meridione.
A maggior ragione, in riferimento all’ennesimo rinvio sui decreti attuativi, stentiamo a capire come mai tutti i provvedimenti a favore della famiglia –che potrebbero non solo alleviare le sofferenze, ma anche aiutare il Paese a ripartire– facciano così tanta fatica a essere realmente presi in carico e portati a effettivo compimento”.
Questo è quello che tutti noi ci domandiamo ogni giorno e che genera l’arresto di qualunque progetto futuribile, nelle nostre esistenze messe duramente alla prova.
Intanto, i giovani che abbandonano il Paese sono 30.000 ogni anno, in cerca di nuovi stimoli all’estero.
Sono 6.000, invece, quelli che si creano una vita virtuale sul Social, pur di sfuggire a quella reale, piena zeppa di bollette da pagare e null’altro. Il 92% spera ancora di potersi realizzare, formando una famiglia e generando dei figli, ma -si sa- affitti, pappe e pannolini hanno un costo troppo elevato e le istituzioni non promuovono nessun incentivo che possa esserci di effettivo sostegno. Tutto questo ha come ovvia conseguenza una decrescita demografica impressionante, che ha toccato il record negativo, nel 2016, del -2,4% di nuovi nati: solo 474.000, contro i 486.000 del 2015.
Dove sta dirigendosi il nostro Paese, che si spopola di giovani e si arena in vecchie ideologie e nuovi pretesti del “rimando” che non fanno il bene di nessuno?
Antonella Sanicanti
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