Un “lupo solitario” attacca Londra. Così vengono definiti gli adepti dell’Isis che agiscono per propria volontà, con mezzi “casalinghi” e verso obiettivi scelti a compiacenza degli jihadisti. L’uomo ha infatti usato un suv, con cui si è diretto sui passanti e i turisti che attraversavano il frequentatissimo ponte Westminster, ferendo una ventina di persone, tanti infatti a quell’ora (primo pomeriggio) coloro che si dirigono verso il Big Ben, per quella strada.
L’attentatore si è poi diretto verso il Parlamento inglese, la camera dei comuni in riunione era il suo obiettivo. Si è pertanto scagliato contro le forze di sicurezza, armato di due coltellacci. Una delle due lame ha ferito un poliziotto, che purtroppo morirà poco dopo. L’islamista ha lottato, ma è stato sopraffatto da altri agenti e freddato, prima che potesse ferire o uccidere altri.
Il bilancio al momento è di quattro morti (compreso l’attentatore) e venti feriti. Ora Londra è blindata, stretta nel terrore e nell’amarezza per un attentato -non certo il primo che tocca la città, che pone tante domande sulla sicurezza della gente comune.
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