Attentato filmato in Egitto, 35 cristiani morti (tra loro molti bambini)

“Il mio cuore trionferà!” Lo ha detto la Madonna a Suor Lucia di Fatima e lo ha ripetuto la Gospa a Mirijana, qui a Medjugorije.

Tra i cattolici del Medio Oriente c’è un detto: “Sangue dei martiri, seme dei cristiani.”. Una grande tribolazione da qualche anno sta assalendo i cristiani e noi cattolici, in particolare, di tutte le chiese d’Oriente e d’Occidente. Muoiono a migliaia ogni anno in Siria, in Egitto, in Pakistan, in India… L’elenco sarebbe davvero lungo. Muoiono anche nelle nostre città occidentali. Muoiono nelle prigioni di alcuni paesi accusati falsamente… Muoiono ed in tutto sono simili a Gesù.

Martiri cristiani, martiri cattolici, perseguitati, torturati, imprigionati. Bambini che non abiurano… sfollati che di fuga in fuga, di deserto in deserto, testimoniano Gesù crocifisso e scrivono in cima alle loro tende: “Gesù è la luce del mondo”, o “Gesù è il nostro Re” o ancora “ Gesù è vita”. E per quella vita, ognuno di loro, dal più piccolo al più grande, è disposto a morire.

Efferatezza, malvagità, violenza accanita si riversano su di loro e sempre senza preavviso… e loro, tanti “piccoli” Gesù, salgono verso il calvario, con la paura sovrastata dalla gioia di confermare la loro appartenenza al Re dei Re, e per la grazia d’amore che ricevono, lavano le loro vesti nel sangue dell’Agnello, per la salvezza loro, della Chiesa e del mondo intero.

Tuttavia, sembra quasi non faccia più notizia. Oggi sono stati ammazzati, in Egitto, quasi una trentina di cristiani. Andavano in pellegrinaggio, su tre pullman. Li hanno fermati, fatti scendere, presi in giro, torturati e ammazzati.

Chi urla che queste morti sono dei crimini e sono inaccettabili, ancor più perché contro i cristiani? Chi si lascia prendere da compassione più nel profondo del cuore, con amore fraterno, come Gesù ci ha comandato? Chi tra noi, fratelli loro in Cristo, pensa di offrire digiuni, preghiere ardenti e sacrifici (parola che significa rendere sacro ciò che si fa, ossia fare per la gloria di Dio, a Suo onore) continui per loro? La Chiesa stessa, salvo sporadiche iniziative di laici e di qualche parroco instancabile, non sembra badarci più di tanto e i sacerdoti e i frati che si donano insieme a questi fratelli sono allo stremo… Solo l’amore di Cristo, lo Spirito Santo li sostiene, ma lo scoraggiamento in certi momenti è umano.

E’ così vero che queste morti, atroci e tra le più ingiuste, non toccano più nel profondo né cattolici né altri, che, per rendere la notizia appetibile, troppo spesso i giornalisti cercano storie singole fino ad inventarle, in modo da attirare l’attenzione…

Ricordiamocelo sempre: sono morti, stanno morendo per i nostri peccati, per la nostra incredulità, per la tiepidezza di molti – quelli che Gesù dice li vomiterà… per la salvezza nostra e del mondo intero!

La Luce di Maria vuole lanciare un appello a tutti, non per commozione, ma per una coscienza viva di Chiesa, di essere un Corpo solo, di essere, ciascuno di noi, Chiesa santa di Cristo. L’impegno continuo e perseverante di un’Ave Maria a testa al giorno, detta con il cuore, fermandosi un istante, supplicando Maria per i fratelli martiri e perseguitati, magari alla stessa ora, per sentirci uniti ad ognuno di loro. Loro pregano per noi, tante volte lo hanno affermato. Ora tocca a noi unirci in Maria, perché la grazia di Dio li e ci sostenga. Così risponderemo davvero alla chiamata della Madonna, della Regina della Pace e collaboreremo al trionfo del suo cuore immacolato.

 

In un telegramma inviato al presidente egiziano Abd al-Fattah al-Sisi, papa Francesco ha condannato il “barbaro attacco” contro un gruppo di pellegrini copti, che ha provocato oggi, venerdì 26 maggio 2017, nei pressi di Minya, a circa 250 chilometri a sud dal Cairo, almeno 35 vittime, tra cui anche bambini.

Nel telegramma inviato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, il Pontefice si dichiara “profondamente rattristato” per quello che definisce un “insensato atto di odio” ed esprime la sua “sentita solidarietà a tutte le persone colpite da questo violento oltraggio”, specialmente per “quei bambini che hanno perso la vita”. 

Mentre assicura la sua preghiera alle famiglie in lutto e ai feriti, il Papa promette la sua “continua intercessione per la pace e la riconciliazione in tutta la Nazione”.

 

Sandra Fei