Le apparizioni di Ivrea e di Asti: la Vergine visita monaco e vescovo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:46

Nel 1016 la Vergine apparve ad un monaco benedettino che giaceva nel suo castello, ammalato, chiedendo di edificare tre chiese in suo onore. 

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Il monaco, che allora si trovava verso la fine della sua vita, si chiamava Arduino, già conte e marchese d’Ivrea, e addirittura nel 1002 era stato eletto re d’Italia da parte dei principi che vivevano con insofferenza la tirannia tedesca.

La chiesa che la Vergine domandò al monaco Arduino

Le chiese che la Madonna chiese all’uomo di edificare furono a Belmonte, nella città di Torino, dove avrebbero dovuto ufficiare i monaci Benedettini. Poi a Torino, sotto il titolo della Consolazione. E infine a Crea, nel territorio del Monferrato.

La Madonna, dopo essere apparsa miracolosamente all’uomo, gli restituì la sua salute in cambio della costruzione della chiesa di Belmonte. Che puntualmente venne edificata pochi giorni dopo, soltanto sei. Con l’assistenza del nipote Guglielmo da Volpiano, abate di Fruttuaria.

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I documenti che riportano alle origini del santuario

I documenti più antichi confermano che già nell’undicesimo secolo vi era in quello stesso luogo una cella benedettina, dipendente dal monastero femminile di San Tommaso di Busano, e che si trovava sotto la giurisdizione e tutela di quello di San Benigno di Fruttuaria.

La vicenda quindi di Belmonte e del suo Santuario da sempre sono strettamente collegate alla storia del territorio alto-canavesano. Le prime tracce del popolamento di questo promontorio ci riportano tuttavia al primo millennio A.C. In quell’epoca storia comunità di agricoltori e allevatori vennero ad abitare in mezzo a queste rocce, nel versante meridionale.

I resti che testimoniano l’antica presenza cristiana

Di loro, ancora oggi si trovano abbondanti resti materiali, che sono esposti nel Museo Archeologico di Cuorgné. Nel periodo barbarico Belmonte acquistò una notevole importanza per la sua posizione strategica, quella di villaggio-fortezza cinto da tre ordini di mura con in cima una corona, che ne decretava la presenza longobarda.

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Di quell’epoca ancora oggi se ne sono ritrovati abbondanti reperti, in particolare metallici, tra cui una fibula a croce cristiana che testimonia la presenza della fede in quelle terre. Dopo la vicenda del monaco Arduino, a cui fece seguito la costruzione nella posizione dell’attuale convento, ci fu una nuova apparizione.

La seconda apparizione della Vergine ad Asti

La Vergine apparve in maniera miracolosa nel 1326 al vescovo Guido di Asti. Il prelato era una figura di prim’ordine nella storia canavesana, per via dell’opera di pacificazione tra i signori feudali che mise in atto nella sua terra. Per sua mano, il monastero si dotò di numerosi beni e lì vi si stabilirono anche diverse nobili fanciulle di origine astigiana.

L’abbazia di Fruttuaria venne eretta nel 1477. Di questa decisione, il monastero ne risentì negativamente. Tanto che le Benedettine negli anni vennero praticamente abbandonate a se stesse, rimanendo purtroppo prive di aiuti religiosi. Nel 1602 tuttavia il Concilio di Trento proibiva i conventi femminili al di là delle mura cittadine.

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Per questa ragione le Benedettine furono costrette a lasciare Belmonte. La loro intenzione era quella di portare con sé anche la statua miracolosa. Ad un certo punto, però, il cielo si oscurò improvvisamente. L’intenzione della Madonna era quella di rimanere a Belmonte. Fu così che il posto delle monache nel santuario venne preso dai Frati Minori di san Francesco.

Giovanni Bernardi

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